Frame_29sett.

scritto da caterinafiorentino il 29-09-2008

I prossimi passi da far compiere al progetto:
Passo 01
- prossimo passo: appuntamento per martedì 07 ottobre per discutere sui seguenti quattro punti, e su quanto verrà fuori dall’incontro.
01 - Come costituire il gruppo dei proponenti il progetto?
- Attualmente i partecipanti al progetto “attivi” sono sia interni sia esterni all’Università, poiché il presupposto è che chi vi sta lavorando continui a lavorarci -con competenza, entusiasmo e, per gli “esterni”, con compensi/costi- le domande sono:
- per ripartire gli eventuali finanziamenti sin dal principio è possibile avere dei co-proponenti?
- insieme ad un Dipartimento Universitario i co-proponenti possono essere persone singole (e con quali caratteristiche) o è il caso di prevedere una Associazione Temporanea di Scopo?
- Queste stesse domande dovrò porle in Facoltà.

02- network - nuove competenze provenienti da Kublai.
La prima domanda riguarda anche i nuovi partecipanti che mi auguro provengano da kublai.
- Frame ha bisogno di competenze attive che al momento non ha, ovvero di persone che si occupino di studiare e configurare i “patti”, ovvero i contratti fra Frame/designers/aziende. (diritto d’autore e copyleft).

03- punti deboli del progetto
- Frame ha un punto debole evidente: come sopravvivere a finanziamento esaurito; forse è opportuno discutere questo punto e le sue eventuali soluzioni.

04- commenti sui contenuti e sull’articolazione del progetto
- vorrei commenti, perplessità e suggerimenti.

Passo 02- continuare con la stesura del progetto; già molto materiale è pronto per essere organizzatoa: del progetto del sito, sono pronti gli schemi dell’architettura, i link e le azioni per ogni pagina e una serie di pagine tipo; sempre per il sito è pronto anche un preventivo/è quasi pronto il progetto del logotipo Frame/sono da completare tutte le parti dell’indice che non compaiono nel testo, ed è tutto da correggere e perfezionare/sono completamente da fare timetable e prospetto economico e finanziario.

INDICE
1.00 - Frame in 7 punti
2. 00 - Il cuore dell’idea
2.00.1 - Frame e l’identità territoriale
2.00.2 - Come funziona: Frame in attività
3.00 - Frame e il territorio campano
3.01 - Obiettivi di Frame e sviluppo locale
4.00 - In cosa Frame è innovativo/nuovo/diverso
5. 00 - Le persone di Frame
5. 00.1 - lo staff di Frame
5. 00.2 - i tutors
5. 00.3 - i designers
5. 00.4 - le aziende
5. 00.5 - il blog degli esploratori di emozioni
6 00 - Piano delle attività
6. 01 - obiettivi e azioni
6. 02 - timetable
7. 00 - Prospetto economico e finanziario
Allegato 01 - Architettura del sito: pagine, contenuti e azioni
Allegato 02 - Frame: logotipo e piano di comunicazione
Allegato 03 - Curricula

1.00 - Frame in 7 punti
01_Frame si configura come un laboratorio permanente di progettazione (prodotto-servizio-comunicazione) in co-design. Partendo dagli elementi materiali e immateriali, che compongono il sistema dell’offerta locale, Frame si propone di definire processi progettuali e prodotti (prodotto-servizio-comunicazione) che dichiarino i caratteri distintivi dell’identità del luogo d’origine (regione Campania), in una relazione di condivisione degli obiettivi fra aziende e designers.

02_il luogo dell’attività: la sua attività si svolge fra il mondo delle tre w e il territorio produttivo campano, composto da aziende artigianali e PMI.
Il progetto è replicabile per altre realtà produttive locali, ed è aperto allo scambio fra più regioni.

03_lo scopo di Frame è l’innovazione di prodotto in co-design, come promotore di sviluppo per le PMI e le attività artigianali campane. Ovvero, lo scopo di Frame è quello di mettere in atto un modello di progettazione “comunitaria” indirizzata all’innovazione di prodotto e alla messa in produzione di nuovi oggetti/prodotti che siano una occasione competitiva per le attività artigianali e per le imprese campane, che aderiscono al progetto.

04_gli attori di Frame: i principali attori di Frame sono: lo staff, i designers, le imprese, i tutor.
Attore co-protagonisti è il blog degli esploratori di emozioni.
Le aziende che aderiscono al progetto si propongono di condividere -con dei progettisti, con lo staff di Frame, con altre realtà produttive e con il blog degli esploratori di emozioni- un processo di innovazione di prodotto, a partire dalla loro consolidata esperienza produttiva e dall’interesse a modificare la loro produzione; intendendo l’innovazione di prodotto come la chiave interpretativa adatta ad equilibrare i due aspetti dell’identità locale, ovvero la coerenza con l’identità nel tempo, da un lato, e la coerenza con quello che distingue, e che deve continuare a distinguere, una realtà da un’altra, quindi con gli opportuni processi di adattamento alle esigenze attuali.
Ma la vera protagonista del progetto è l’InterAzione fra i vari attori e fra questi e il territorio.

05_i vantaggi che Frame offre sono:
05.01 - i vantaggi per i designers, che aderiscono al progetto, sono:
a) di operare all’interno di un gruppo di lavoro basato sul confronto e sulla possibilità di integrare competenze, di sperimentare l’evoluzione di un progetto in co-design, che è una possibilità differente da quella comunemente usata dai gruppi di progettazione o dai workshop;
b) di lavorare su reali necessità proposte dalle aziende e dai tutors di progetto e di venire a conoscenza, oppure, di arricchire la loro consapevolezza rispetto ai prodotti e ai processi produttivi di una determinata realtà territoriale;
c) di essere tutelati da un “patto”, che protegga il diritto d’autore e la paternità dei progetti e regoli le transazioni economiche con le aziende;
d) di venire assistiti dallo staff di Frame, nelle relazioni con le aziende.

05.02 - i vantaggi per le aziende campane, che aderiscono al progetto, sono:
a) di potere partecipare allo sviluppo di idee e di progetti innovativi di cui condividono e comprendono necessità, bisogni e processi;
b) di potere sviluppare progetti in sinergia con altre aziende della rete Frame (regionali e, in futuro, anche non regionali);
c) di trovare in Frame un laboratorio permanente di progettazione e sviluppo sul tema dell’innovazione di prodotto e di processo;
d) di avere la possibilità di relazionarsi con designer provenienti (attraverso il web) da differenti realtà territoriali e diverse esperienze;
e) di sviluppare prodotti che conservino l’identità locale ma che siano “spendibili” rispetto alle esigenze del mercato, ovvero che interpretino la vocazione all’innovazione e la valorizzazione della tradizione produttiva locale.

05.03 - i vantaggi per lo staff di Frame sono:
a) di verificare l’esercizio di un modello progettuale comunitario; di verificare, dunque, le possibilità e gli esiti dell’integrazione di risorse e attori in un processo progettuale e nella gestione della innovazione del sistema-prodotto;
b) di avere un rapporto continuativo con le realtà produttive locali, interpretando, di volta in volta, le esigenze di ognuno, individuando tendenze e lavorando sulla configurazione di scenari progettuali in aderenza con la realtà territoriale;
c) di monitorare il territorio campano, individuando le risorse presenti e le potenziali vocazioni.

06_i prodotti di Frame:
- prodotti intermedi sono progetti innovativi pronti per la messa in produzione; nati dalla collaborazione fra imprese e progettisti, e tutor di progetto all’interno del laboratorio Frame;
- altri prodotti intermedi sono i prototipi, la cui realizzazione è, ancora, curata dall’intermediazione di Frame;
- prodotti finali sono gli oggetti/prodotto la cui realizzazione e immissione sul mercato è affidata alle aziende partecipi del progetto;
- altro prodotto di Frame è un marchio registrato che accompagni, insieme alla paternità dei progettisti e al marchio delle aziende produttrici i prodotti nati dall’attività di Frame;
- prodotto immateriale sono le relAzioni, la “comunità” Frame e la condivisione di un sapere esperito comune.

07_Frame e lo sviluppo locale.
In termini di sviluppo locale, i risultati di Frame saranno caratterizzati:
- dalla realizzazione di una rete di imprese/artigiani trasversale rispetto alla tipologia produttiva, che può generare rapporti inediti tra realtà produttive differenti per la realizzazione di una o più linee di prodotti;
- dalla realizzazione di un nuovo rapporto tra il mondo imprenditoriale/artigianale locale e le risorse creative;
- dallo studio del cambiamento dei comportamenti e del consumo, che come operazione interna alla disciplina del design, rappresenta un detonatore per l’innovazione;
- dal confronto fra le effettive esigenze aziendali e le potenzialità;
- dalla gestione di un processo progettuale, teso all’innovazione di prodotto, e al consolidamento del rapporto fra luogo di produzione e artefatto;
- dall’attenzione al dato ambientale che sarà un indicatore caratterizzante i progetti/prodotti.

2.00 - Il cuore dell’idea
parole chiave:
interAzione (persona/oggetto/prodotto/progettista/progettisti/aziende/mercato/utenza/luoghi);
progettazione condivisa;
innovazione di prodotto e di processo;
sviluppo locale.

Frame ha trovato le sue motivazioni:
- nella convinzione che la pratica del design, orientata all’innovazione di prodotto e di processo sia uno strumento per la promozione delle realtà produttive, per la trasformazione socio-economica e culturale;
- nella fiducia in un processo progettuale condiviso;
- nella fiducia nel medium della rete;
- nelle caratteristiche della realtà produttiva campana;
- nell’intimo rapporto che gli utenti e i progettisti hanno con gli oggetti; e nella vocazione che gli oggetti hanno nello stabilire relAzioni.
- nella volontà di creare un spazio attivo d’incontro tra la creatività e la produzione, ovvero -non tanto di indagare sulla potenzialità creativa delle idee di trasformazione- ma di confrontarsi con quella che Frame definisce come la vocazione all’innovazione degli oggetti/prodotti, all’interno delle specificità di una realtà produttiva.

2.00.1- Frame e l’identità territoriale.
Frame parte dalla convinzione che il design, soprattutto, quando articolato secondo un processo progettuale condiviso, sia uno strumento appropriato per la trasformazione socio-culturale.
Ed è per tale abbrivio che si è profilato tutto lo spazio necessario per considerare che i valori di aggregazione, integrazione, differenziazione, nonché un particolare rapporto con il territorio, sono caratterizzanti per quanto attiene a qualsiasi attività progettuale e produttiva che abbia come obiettivo la produzione di cultura insieme al profitto. In tal senso, la promozione del prodotto non è mai obiettivo solitario, né è attività solitaria la progettazione di oggetti/prodotti.

Frame parte dal presupposto che l’identità territoriale, risultato di processi storicamente interpretabili, non sia un dato immobile, bensì la risultante di un sistema complesso di relazioni, di esigenze di capacità/possibiltà, e che, proprio in quanto tale, sia sempre in tras-formAzione.
Difatti il processo identitario non si configura come l’adesione ad una immagine prestabilita, ma come l’aderenza a delle “qualità differenzianti” la cui esigenza di attualità e contemporaneità, va, di volta in volta, affrontata in chiave progettuale.

In tal senso la disciplina, ma soprattutto la pratica del design, si configura come una possibilità appropriata alle esigenze di continua modificazione che una viva realtà territoriale propone, e che -nella salvaguardia delle caratteristiche identitarie- possono essere espresse, anche, attraverso l’innovazione di prodotto.
La pratica del design, difatti, mette a disposizione competenze sull’esigenza ad innovare realizzando percorsi progettuali e comunicativi, nelle cui soluzioni sono coinvolti -e partecipi- soggetti e destinatari.

- prodotti e identità locale. Frame si propone di agire all’interno di quel rapporto, quasi univoco, legato alla produzione tipica dei luoghi, dal quale derivano le specifiche di qualità e specialità dei prodotti.
La relazione con i luoghi passa attraverso gli oggetti della produzione; l’abitudine associativa -consolidata nella mente del consumatore- è l’assicurazione, legata all’idea di tipico, nonché a volte di folkloristico, di entrare in contatto con un sapere locale, con un valore legato alla tradizione di un luogo e non di un altro.
Il valore della tradizione e dell’unicità di prodotto sono parte di un intenso legame fra le entità produttive e l’identità di prodotto che è fortemente consolidata rispetto alla produzione artigianale o semi-artigianale, e che costituisce un punto di forza dei prodotti e dei luoghi coinvolti da questo legame.
La presenza di una tradizione consolidata -fatta di “mestiere”, di storia, di antropologia, in una di cultura produttiva locale– è fonte di ricchezza per i luoghi e per i suoi abitanti ed è, parallelamente, una dichiarazione di identità.

In tal senso si comprende che il lavoro possibile è quello sulla costruzione e il rafforzamento di un immaginario d’identificazione simbolica fra luoghi, le entità produttive e l’identità dei prodotti, e che questo tipo di premessa progettuale ha implicazioni socio-economiche -nella conoscenza e nella gestione delle risorse locali, materiali e immateriali.
Per far ciò Frame propone una metodologia progettuale che potremmo definire come passaggio dal luogo al logos, ovvero da un’entità fisica a una “immagine/prodotto” che comunica, raccontando, l’articolazione di un ragionamento e di una interpretazione, che in sé trova la misura per la narrazione e i contenuti di quanto rendere manifesto.
Da queste premesse parte il progetto le cui attività/ruoli sono descritti di seguito.

2.00.1 - Come funziona: Frame in attività
Frame si configura come un laboratorio permanente, in rete, all’interno del quale i progetti sono svolti in co-design.
Su ogni progetto lavorano, con la supervisione e il sostegno dello staff di Frame:
- una o più aziende campane;
- un tutor di progetto italiano o straniero;
- un team di designers di prodotto e di comunicazione di prodotto
con la “partecipazione straordinaria” del blog degli esploratori di emozioni.

• i “patti” di Frame
- Ancora prima che Frame sia in attività, o meglio prima che i vari membri inizino le loro attività, ed entrino in relAzione, è prevista l’adesione ai “patti” di Frame.
La stesura dei “patti” è determinante per il funzionamento del progetto, perché è la soluzione per risolvere i seguenti nodi:
- descrivere e definire diritti e doveri di Frame;
- descrivere e definire i ruoli e le azioni dei vari attori, i loro compiti e le retribuzioni;
- trovare una formula che protegga i progetti, la paternità e il diritto d’autore;
- trovare una formula per cui le aziende siano vincolate a retribuire i progettisti nel caso in cui decidano di mettere in produzione un prodotto, anche a distanza di tempo;
- trovare una soluzione per la suddivisione del compenso/paternità fra i vari designers che compongono un team;
- assicurarsi che accanto al marchio di fabbrica vi siano i nomi dei designers e il logotipo Frame;
- assicurarsi che in fase di messa in produzione i progetti non subiscano modifiche non concordate all’interno di Frame;
- definire le modalità per la messa in produzione dei prodotti: numero di pezzi, distribuzione …
- descrivere le modalità, gli impegni e l’entità degli investimenti che Frame si propone di affrontare, ovvero:

  • definire in che misura Frame si propone di finanziare i prototipi, e secondo quali preferenze e modalità;
  • definire se e in che misura Frame si propone di retribuire dei progettisti selezionando alcuni progetti e finanziando la messa in produzione nel caso in cui le aziende, seppure interessate, non abbiano la disponibilità;
  • definire in che misura Frame è responsabile della diffusione dei risultati, ovvero chiarire che aldilà della diffusione dei risultati non sono previste azioni e spese per la promozione dei prodotti.

- E, ancora, nei “patti” potrebbe rientrare la soluzione –o una parziale soluzione- alla sopravvivenza di Frame oltre i finanziamenti pubblici e oltre il consueto uso della pubblicità; ovvero si potrebbe ipotizzare che parte dei proventi delle vendite dei prodotti debba, dalle aziende essere rivestita per la sopravvivenza del progetto.

L’adesione ai patti avviene contestualmente alla registrazione a Frame, prima della quale lo staff di Frame è disponibile per qualsiasi chiarimento.

Frame in attività e i suoi elementi caratterizzanti:
a) Il Briefing di progetto. Ovvero il documento iniziale da cui muovono la discussione e le operazioni progettuali, è fornito, come struttura base dallo staff di Frame.
La proposta di un’idea progettuale -di un’esigenza, di una suggestione, oppure di una intuizione- dà inizio al processo progettuale. Il Briefing nasce da una prima discussione fra Tutor di progetto e azienda/e, con la collaborazione dello staff di Frame, e grazie alle suggestioni provenienti dal blog degli esploratori di emozioni.

b) Il Briefing di progetto e l’orientamento progettuale. L’ipotesi da cui Frame prende avvio è che il ruolo dei tutors e dello staff di Frame sia centrale per la definizione dei contenuti progettuali e dei temi generali della ricerca progettuale.
Vale a dire che, nella definizione del briefing di progetto, le singole esigenze e le specifiche potenzialità delle imprese partecipanti al progetto sono da convertire o, meglio, da interpretare, secondo logiche più generali e soprattutto collettive. In tal senso il ruolo dei tutors e dello staff di Frame è quello di individuare delle tematiche progettuali che, all’interno dell’innovazione di prodotto e di processo, riconducano le potenzialità delle imprese e il loro patrimonio di conoscenza e abilità, all’interno di aree di ricerca progettuale che mirino all’esplicita relazione fra il territorio, l’ambiente e i prodotti.

c) Il team di progetto. Definito il Briefing di progetto si ha l’avvio alla progettazione con la definizione del team progettuale; un team composto per adesioni volontarie e competenze fra i membri designers di Frame. Le fasi di progettazione sono articolate secondo un protocollo, che ha lo scopo di monitorare le fasi di avanzamento del progetto, di informare e coinvolgere le imprese, di aggiustare il tiro progettuale. Di verificare, dunque -di concerto fra imprese, tutor e designers- le tecniche di realizzazione e le innovazioni di prodotto e di processo possibili, sia rispetto alla attualità, sia in vista delle future possibili intenzioni di trasformazione dei processi produttivi o degli orientamenti di mercato.
Per tale scopo il protocollo progettuale prevede degli appuntamenti fra i partecipanti al progetto e delle scadenze per inserire in rete le evoluzioni progettuali.

d) La scheda di progetto e le fasi progettuali in Frame. Al momento si propone che il processo progettuale vada descritto e articolato in una scheda di progetto, che arricchisca e modifichi, in itinere, il briefing di progetto iniziale, in modo da avere sia un “diario di progettazione” sia una relazione di progetto a cura del tutor, e condivisa dalla azienda/e e dai designers. Si immagina che il processo progettuale sia articolato nelle seguenti fasi: ricerca/analisi; concept generation; concept definition; possibili direzioni progettuali; definizione prodotto/i; dettagli e progettazione; selezione delle soluzioni più efficaci rispetto agli scopi; dettagli e progettazione esecutiva; prototipazione; modifiche successive alla prototipazione; redazione dei grafici di progetto esecutivi e definizione del processo di realizzazione.
- A seguito della conclusione del processo progettuale interviene il contratto per la messa in produzione dei prodotti.

e) Monitoraggio della progettazione e riunioni di lavoro. Per ognuna delle fasi è prevista una “finestra di visibilità” in modo che le aziende indirizzino la via progettuale secondo le loro esigenze di mercato e le loro possibilità di realizzazione, nonché la disponibilità di impegnare investimenti nella messa in produzione.
In relazione alle persone e alle fasi ci sarà da parte del tutor un sistema di rewards che da crediti ai designers in relazione al loro apporto al processo progettuale. Tali crediti prima di tutto permettono ai designers di orientare il progetto, e possono, anche, essere un sistema per valutare la percentuale di paternità (?). Il sistema di rewards dovrà essere definito con un rapporto da virtuale a reale magari in percentuale.

f) Selezione delle soluzioni progettuali
g) Realizzazione dei prototipi e progetti esecutivi
h) messa in produzione
COMPLETARE

n.b. L’organizzazione del laboratorio e il processo progettuale che Frame propone coincidono, in gran parte, con la struttura del sito, che è descritto e illustrato nell’Allegato 01.

3.00 - Frame e il territorio campano

In questo paragrafo sono descritte alcune caratteristiche del territorio produttivo campano, lette attraverso le produzioni che nel tempo hanno definito le filiere e i distretti industriali.
L’obiettivo è tracciare un breve percorso evolutivo dei prodotti caratteristici della tradizione campana evidenziando il legame con il territorio e la società lavorativa e, nel contempo, le problematiche che ostacolano uno sviluppo lineare delle realtà imprenditoriali .
Successivamente si definisce il ruolo del design, attraverso gli strumenti e le metodologie proprie della disciplina, in relazione alle problematiche evidenziate e i potenziali percorsi evolutivi definiti dalla disciplina
Infine si analizzano i rapporti tra il progetto Frame e il territorio in termini di sviluppo locale e le possibili relazioni che la piattaforma innescherebbe tra differenti realtà produttive e tra le stesse e le risorse creative disponibili -non soltanto nell’ambito del territorio campano-
rispetto alle vocazioni all’innovazione del territorio campano.

Il territorio campano -letto come territorio produttivo- è ricco di potenzialità non sempre sfruttate in pieno, ed è caratterizzato da tipologie produttive talmente radicate che De Crescenzo (Le industrie del Regno di Napoli, Napoli, 2002) descrive come «iscritte nell’imprinting della regione». Già dall’epoca di Ferdinando II, ad esempio, l’economia regionale vantava la presenza di settori produttivi che a tutt’oggi rappresentano delle eccellenze nel panorama nazionale quali il tessile (seterie di San Leucio), le ceramiche (Capodimonte e Vietri), il corallo (Torre del Greco) o ancora il comparto nautico, il conciario e naturalmente la produzione di alimentari e bevande.
La storia economica locale è strettamente connessa con le alterne vicende (non sempre positive) che hanno influenzato l’economia del Mediterraneo e nonostante ciò alcune attività sono così legate al territorio da attraversare indenni anche i periodi meno felici.
La stessa geografia regionale è caratterizzata dalla localizzazione secolare di alcune tipologie produttive prevalentemente nelle medesime aree. Ciò ha dato origine alla formazione di comunità lavorative altamente specializzate nel proprio lavoro, capaci di superare una non perfetta macchina organizzativa a favore di prodotti di eccellenza riconosciuta (si pensi alla sartoria da uomo o alla lavorazione dei coralli).
Lo stretto legame con il territorio e con la società che lo vive rappresenta uno dei fattori fondamentali che determinano la qualità delle manifatture campane, soprattutto nel settore dell’artigianato o per quelle imprese che presentano un processo produttivo semi-artigianale. Il rapporto certamente univoco che lega questi prodotti al territorio, la presenza di una tradizione lavorativa consolidata e riconosciuta, il valore dell’unicità di tale lavoro rappresentano fonti di ricchezza per questi luoghi e i propri abitanti, e parallelamente una dichiarazione di identità da preservare e valorizzare.
La Campania si presenta così caratterizzata da imprese di piccola e media dimensione (in linea con l’economia nazionale) in determinate aree geografiche, che creano delle vere e proprie filiere produttive, tra queste ricordiamo la ceramica (Capodimonte, Cava de Tirreni, Vietri sul Mare, San Lorenzello, Cerreto Sannita), il corallo (Torre del Greco), il settore nautico, il vino e l’agro-alimentare, in genere.

Per quanto riguarda la produzione industriale, nel 1997 la Regione Campania ha individuato sette distretti industriali, di questi cinque del settore tessile/calzaturiero (Calitri, San Marco dei Cavoti, San’Agata dei Goti/Casapulla, Grumo Nevano/Aversa, San Giuseppe Vesuviano) uno conciario (Solofra) e uno alimentare (Nocera Inferiore).
La maggior parte delle aziende che appartengono ai distretti del tessile/calzaturiero (è evidente come il sistema moda incida in maniera quasi totale sul peso complessivo) sono terziste e nonostante la competenza acquisita nel tempo hanno risentito della crisi provocata dalla delocalizzazione della produzione verso i mercati dell’est da parte delle grandi case di moda.
Uno spazio sempre maggiore sta acquistando l’agro-alimentare, dalla produzione del vino a quella più consolidata della pasta, delle conserve e dei prodotti caseari.

Le attività produttive descritte hanno un legame stretto (talvolta inconsapevole) con gli strumenti propri della disciplina del design, che può rappresentare quel valore aggiunto in grado di generare interesse verso le produzioni locali, proprio attraverso l’esaltazione dell’intimo legame con il territorio d’origine.
Innovare nella tradizione, con le metodologie progettuali tipiche della disciplina del design, significa individuare e sviluppare nuove forme, nuove funzioni o utilizzi inusuali, recuperando dalla storia e dalle tradizioni locali codici e ritualità.
Un percorso in grado di riconoscere le differenze come fonte di valore, riscoprendo il territorio come patrimonio e instaurando una nuova relazione co-evolutiva fra abitanti/produttori e territorio (la “cura” del territorio) in grado di determinare equilibri durevoli fra insediamento umano e ambiente, riconnettendo nuovi usi, nuovi saperi, nuove tecnologie alla sapienza ambientale storica.
Dal punto di vista progettuale ciò non significa, semplicemente, riproporre forme del passato ma attualizzarle, reinterpretandole secondo una chiave di lettura contemporanea, così da penetrare anche in mercati di rilievo internazionale.
Tralasciando, per un momento, i settori produttivi più affini al design (come il calzaturiero o le ceramiche), l’agro-alimentare può essere considerato certamente un fertile terreno di sperimentazione. Per produzioni campane come il vino, la pasta o i prodotti caseari, esportati in tutto il mondo e riconosciuti come prodotti d’eccellenza, il design potrebbe intervenire individuando, ad esempio, soluzioni per un packaging più sostenibile dal punto di vista ambientale o in grado conservare la qualità dei cibi, attraverso l’utilizzo di materiale innovativo o di nuove tecnologie o ancora reinterpretando antiche ritualità nel modo di proporre e consumare i cibi, dando vita, in questi ultimi casi, a progetti comuni tra più aziende.

• Si è già detto che una delle motivazioni di Frame risiede nelle caratteristiche produttive del territorio campano. Accanto ai vantaggi propri della localizzazione, in un’area geografica ristretta, delle medesime realtà produttive -che si manifestano nello scambio dei saperi, delle attrezzature o delle stesse risorse umane- esistono delle condizioni sfavorevoli come il sorgere di processi imitativi che determinano l’appiattimento delle produzioni (es. ceramiche di Capodimonte o i coralli di Torre del Greco).
Se questo da un lato ha trasferito, nel tempo, una tipicità ai prodotti, riconoscibili dai colori e dai disegni come identificativi di un luogo, dall’altro ha impedito la ricerca di forme e tipologie nuove e di conseguenza non ha permesso la pratica della creatività; con l’avvento della nuova generazione imprenditoriale, più attenta alle linee progettuali indicate dai mercati internazionali, questo disagio si è reso più evidente attraverso delle vere e proprie richieste d’innovazione.

- Frame, agendo in maniera trasversale nei confronti di tutte le realtà produttive interessate, diviene la piattaforma in cui, grazie ad un continuo monitoraggio, si accolgono le esigenze delle imprese e si individuano le soluzioni più idonee attraverso l’utilizzo di una nuova forma di progettazione condivisa.

- Un altro obiettivo di Frame in relazione al territorio sarà l’individuazione delle risorse creative attraverso un continuo confronto con i designer e i progettisti campani. Naturalmente avranno le medesime opportunità degli altri progettisti/designer interessati non campani, tuttavia la presenza sul territorio regionale (se pur virtuale) di una struttura di connessione con le realtà produttive locali non potrà che rappresentare uno stimolo maggiore alla creatività.

- Altro contributo di Frame consiste nella creazione di una rete di connessione tra le aziende,così da innescare collaborazioni inusuali tra produzioni apparentemente lontane tra loro. Il trasferimento di conoscenza rappresenta uno dei parametri che concorrono a definire il concetto di innovazione. Creare una rete di scambio consente l’attivazione di un sistema di relazioni che, coinvolgendo competenze realtà produttive differenti del territorio, sia in grado di favorire l’integrazione e, soprattutto, di costituire uno spazio di collaborazione per individuare problematiche, possibilità di sviluppo, ambiti di ricerca, temi progettuali, settori per la sperimentazione dei processi, dei prodotti, volta al superamento delle dimensioni spaziali e territoriali, per consentire una pronta risposta alle sollecitazioni e ai cambiamenti provenienti dall’esterno. La rete avrà lo scopo di agevolare la circolazione di conoscenze, idee e creatività tra i soggetti coinvolti, instaurando, nel contempo, un sistema di condivisione dell’innovazione, destinato a dare qualità alla ricerca e allo sviluppo di nuovi prodotti e processi, introducendo una metodologia di lavoro innovativa.

3.01 - Obiettivi di Frame e sviluppo locale
Gli obiettivi di Frame in relazione alle potenzialità del territorio e allo sviluppo locale sono:
- avvicinare le imprese alla disciplina del design, così da renderle competitive sul mercato internazionale
- far emergere le risorse sommerse del territorio;
- creare un punto d’incontro/scambio tra le competenze e il know-how delle imprese locali;
- creare una piattaforma di assimilazione e condivisione costante delle problematiche/esigenze/opportunità del territorio;
- creare un circuito che raccordi saperi artigianali, conoscenza, capacità tecnologica e produttiva di differenti ambiti produttivi per lo sviluppo di inedite linee di prodotti;

Le caratteristiche qualificanti dell’identità produttiva campana sono da ricercare certamente nelle tradizioni produttive radicate nel territorio e nell’elevato know-how che nel tempo ha avuto modo di svilupparsi e articolarsi dando così vita a prodotti di eccellenza riconosciuta. Il progetto intende valorizzare l’identità e il genius loci del territorio campano, attraverso la definizione di una strategia innovativa che, tenendo conto del complesso di elementi che compongono l’offerta locale, enfatizzi i caratteri distintivi e identitari di tale offerta, attraverso azioni di comunicazione (in taluni casi definendo nuovi brand o promuovendo azioni di co-branding), progettazione di nuove soluzioni di servizi e di prodotti per l’artigianato locale o per il settore agroalimentare.

- In termini di progettualità si intende operare attraverso processi di problem setting e problem solving (produrre e comunicare attraverso immagini, schemi, mappe); in tal caso fattori determinanti per la riuscita del progetto divengono l’intraprendenza e l’auto-imprenditorialità, ciò si traduce nella capacità di trovare i modi, le risorse, i partner per raggiungere un obiettivo prefissato.
Elemento distintivo è rappresentato dall’attitudine a gestire la complessità, si svilupperanno dunque la capacità di integrare risorse e attori di un processo progettuale, di selezionare le informazioni, di individuare le tendenze e di produrre scenari e infine la capacità di progettare e gestire l’innovazione nelle diverse componenti del sistema-prodotto, in particolare della comunicazione e del servizio.
In termini di comunicazione del progetto saranno sviluppate le capacità di presentare le proprie idee ed i propri progetti e di lavorare a distanza, comunicando tramite sistemi multimediali. Saranno inoltre sviluppate le capacità di usare le strategie di design per innovare nei settori dell’artigianato, dei servizi e del settore agroalimentare.

4 – In cosa Frame è innovativo/nuovo/diverso
a) individuazione e sperimentazione sul territorio di un nuovo modello progettuale replicabile
b) sperimentare l’approccio tipico della progettazione condivisa attraverso il web
c) trasferire i processi progettuali tipici della disciplina del design in settori produttivi apparentemente poco affini alla stessa.
Appunti, COMPLETARE…

5. 00 – Le persone di Frame
Le persone di Frame sono suddivisibili nei seguenti gruppi operativi:
- lo staff di Frame
- I designers
- I tutors
- Le aziende
- Gli utenti/visitatori ovvero il blog degli esploratori di emozioni.

5. 00.1. - lo staff di Frame è composto da persone che sono sia interne sia esterne all’Università.
Compiti e azioni dello staff di Frame
Appunti, COMPLETARE…

5. 00.2.- i tutors
COMPLETARE…

5. 00.3. - i designers. Il progetto Frame prevede che i designers accedano al progetto tramite registrazione sul sito; dato l’accesso previsto non c’è un privilegio di nazionalità o di provenienza.

L’adesione si basa su una conferma di interesse, una esplicita motivazione, la visione del curriculum/portfolio e una dichiarata accettazione dei “patti”.

- Per i designers tre sono le relazioni regolate dai patti: designer-designers; designers-azienda/e; designer-Frame
Per esperienza, non dovrebbe risultare difficile, per Frame, ricevere adesioni e interesse da parte dei designers, perché lo spirito del progetto si accorda, con facilità, alla disponibilità, propria dei progettisti a sperimentarsi e a partecipare ad iniziative collettive e a contribuire, loro stessi, al diffondersi di un progetto, di una possibilità.

Mentre di certa complessità e fatica è coinvolgere le imprese.
- Ciò nonostante, le esperienze di ricerca, di laboratorio e di tirocinio già condotte –da una parte dei componenti dello staff di Frame- insieme ad aziende campane cosituiscono un patrimonio di relazioni e di sperimentata collaborazione, tale da potere costituire una premessa rassicurante per il funzionamento di Frame.

5. 00.4. - le aziende. In fase di avvio Frame si propone di coinvolgere quelle aziende campane la cui predisposizione, in termini di interesse all’innovazione di prodotto/processo e al ruolo del design, è già stata verificata mediante collaborazioni, di varia natura (dai tirocinî degli allievi alla partecipazione a progetti di ricerca).
Facendo riferimento agli obiettivi di Frame (Cfr. punto 6.01) è evidente che il coinvolgimento delle aziende campane è l’attività che impegnerà maggiormente lo staff di Frame, soprattutto all’inizio del progetto, ovvero sino al momento in cui non vi saranno dei risultati da definire appropriati quali elementi di convincimento.
- prototipi. Consapevole del fatto che la progettazione di un oggetto/prodotto non si ferma alla “carta”, Frame si propone di utilizzare parte del finanziamento per la realizzazione e la cura di prototipi, ovvero di affiancare i designers, ma soprattutto l’attività di ricerca industriale delle imprese. La prototipazione è COMPLETARE…
- settori produttivi e aziende da condurre in Frame
COMPLETARE…

5. 00.5. - il blog degli esploratori di emozioni
L’inserimento di questa figura all’interno del progetto parte dal presupposto che ogni oggetto, nel suo mostrarsi e nel suo uso, sia detonatore di relAzioni e fonte di emozioni.
Le premesse, da cui parte la presenza di quest’attore in Frame, sono:
a) l’attuale tormentone sul ruolo attivo dell’utenza, che Frame condivide al punto da volerlo sperimentare;
b) la convinzione che all’interno di un processo di progettazione condivisa la molteplicità, dei partecipanti al coro, costituisca una invitante occasione per rendere effettivi i concetti di molteplicità e differenza.

In realtà, l’ipotesi di avere un’utenza commentante, si configura -all’interno di Frame- come un esperimento a latere dei processi progettuali, che sono stati precedentemente descritti.
Questa condizione di vita “al margine” dell’andamento principale nasce dalla consapevolezza che i risultati dell’esperimento qui proposto -proprio in quanto esperimento- sono difficili da prevedere, e il loro contributo al progetto sarà orientato da una “navigazione a vista”.
Ciò nondimeno Frame non vuole rinunciare a questa possibilità, ovvero alla possibilità di ricevere, registrare e utilizzare -al meglio possibile- commenti sfacciatamente emotivi.
Due sono le possibilità che al momento Frame si propone di sperimentare attraverso il blog degli esploratori di emozioni:
- Ricevere commenti sui contenuti dei progetti in corso d’opera
- Ricevere sollecitazioni e suggestioni progettuali
Frame si propone di non mostrare ai preziosi esploratori commentanti i progetti in corso d’opera, ma di ricevere indicazioni sui contenuti e sui valori dei progetti.
Questa scelta ha due motivazioni:
- la prima risiede nella necessità di proteggere i progetti, in virtù del “patto” interno ai membri di Frame;
- la seconda è nel fatto che mostrare un progetto non è come far toccare e far esperire un oggetto/prodotto.
Rispetto alle motivazioni espresse la scelta di limitare l’azione del blog degli esploratori di emozioni, alla sola fonte di suggestioni, escludendo la possibilità di ricevere commenti sui lavori in corso d’opera; diviene la soluzione più percorribile.
La difficoltà da risolvere e arginare è nell’interpretare linguaggi dissimili, ovvero nel tradurre una serie di linguaggi personali, che provengono da accidenti della rete, e tradurli in suggestioni progettuali.
A tal fine, ovvero per ricevere suggestioni progettuali sfacciatamente emotive, ma facilmente traducibili in indicazioni progettuali, Frame propone che il blog degli esploratori di emozioni abbia un’interfaccia controllata costituita da una sorta di scheda/questionario; i cui contenuti sono, approssimativamente, i seguenti:
- proponi un oggetto da modificare-descrivilo con un testo, oppure inerendo una immagine; paternità, conosciuta/sconosciuta; nome dell’oggetto; uso e commenti sull’uso; bellezza/bruttezza; quale valore affettivo ti lega a quest’oggetto; quale esperienza ti lega a quest’oggetto; quali sensazioni ti dà quest’oggetto; cosa cambieresti dell’oggetto e perché.
Riguardo alla possibilità di ricevere, invece, indicazioni di progetto sui briefing già in atto, le domande proposte riguarderanno i temi di progetto, ad esempio: Cosa intendi per convivialità? Descrivi un comportamento conviviale, oppure il suo opposto.


Tag:

booKerang, il social network del libro

scritto da emanuelezippilli il 26-09-2008

Intro

Se scartando un pacchetto rettangolare ti è capitato di dover sfoggiare un sorriso di circostanza ringraziando per un libro che sapevi non avresti mai letto, o se ti sei trovato almeno una volta in libreria per fare un regalo con il dubbio di aver scelto un titolo già letto, allora booKerang può interessarti.


L’idea

booKerang è un social network per lettori e librai che promuove la lettura e l’abitudine d’acquisto in libreria attraverso la condivisione dei libri letti, dei libri che si desidera comprare o di quelli che si vorrebbe ricevere in regalo.


A chi si rivolge

In analogia ad altri book social network, booKerang risponde a due esigenze specifiche degli appassionati di lettura:

  • Ho letto un libro bellissimo e dovete saperlo (costruzione di una biblioteca personale)
  • Vorrei leggere questi libri (wishlist)

Per il lettore booKerang è:

  • un social network basato sul libro;
  • uno strumento utile per diffondere lo scambio profondo di idee ed emozioni che deriva dalla lettura;
  • un modo per regalare e ricevere in dono sempre più libri.

Per le librerie booKerang è:

  • un modo per adeguarsi al cambiamento delle abitudini di acquisto;
  • un servizio utile da offrire ai propri lettori;
  • il luogo dove creare una propria ed autorevole comunità di lettori on-line alla quale comunicare iniziative, eventi e promozioni;
  • uno strumento per gestire gli ordini con ancora più efficacia in funzione dei desideri di lettura.

Per le piccole e medie case editrici booKerang è:

  • uno strumento di diffusione efficace e puntuale in grado di attivare l’interesse delle librerie su prodotti editoriali normalmente poco visibili;
  • uno spazio di comunicazione privilegiato con i propri clienti.


Effetti sul territorio

A differenza dei modelli esistenti in rete, booKerang si propone come un social network che connette una comunità virtuale di lettori a strutture reali presenti sul territorio, le librerie in primis. E per far ciò punta sul meccanismo delle “liste dei desideri”. Il funzionamento e semplice: sul sito è possibile creare una lista personale di libri desiderati, un promemoria di ciò che si vorrebbe leggere. Le librerie aderenti a booKerang possono consultare le stesse liste e suggerire ai propri clienti un titolo da regalare/acquistare.

Tale meccanismo innesca un circuito virtuoso per prodotti editoriali normalmente poco visibili: con booKerang il libraio conosce in anticipo i puntuali desideri di lettura dei suoi clienti-lettori e può quindi impegnarsi ad esporre sui suoi scaffali titoli che altrimenti non avrebbe mai ordinato.


Lo stato del progetto

booKerang è appena nato: all’inizio di maggio è stato presentato ufficialmente alla Fiera Internazionale del Libro a Torino e lo scorso 20 giugno è stato selezionato come una delle tre start-up italiane vincitrici al Techgarage 2008, il primo importante evento dedicato al venture capital in Italia, tenutosi alla LUISS di Roma. http://www.techgarage.eu/

Oggi booKerang è una mini srl ad “azionariato diffuso”, se mi si passa il termine. Il sito è on-line (www.booKerang.it) nella sua versione iniziale con nuove funzionalità che vengono aggiunte progressivamente. bookerang ha già una piccola rete di librerie aderenti (oltre 60 librerie indipendenti per ora) ed una prima comunità (non solo virtuale) di lettori che comprano libri ‘anche’ in libreria.


L’obiettivo

L’obiettivo finale è creare attraverso booKerang nuove occasioni di incontro tra lettori e librai e sostenere così le librerie indipendenti quali luoghi di diffusione culturale sul territorio.

Affinché si creino i presupposti di una concreta opportunità di sviluppo per librai indipendenti e piccola e media editoria, occorre che booKerang venga diffuso capillarmente sul territorio nazionale: a fronte di un mercato potenziale stimato in 2.500.000 lettori-utenti e di 1.800 librerie, booKerang dovrà avere una community di 50.000 lettori (il 2% del target) ed una rete di 700 librerie.

Per far questo sono necessarie risorse, collaborazioni e partnership. L’investimento economico necessario per lo sviluppo dell’intero progetto su scala nazionale è di 200.000 Euro.


Il modello di business

booKerang è gratuito per lettori e librai.

booKerang ha quattro modalità di revenues che agiscono su canali distinti:

  1. advertising (sia specifico per l’editoria che targettizzato sulla base degli orientamenti dell’utenza);
  2. commercio (acquisto libri in libreria, no e-commerce);
  3. freemium services (per librai);
  4. marketing (vendita dati aggregati sulle abitudini di consumo).



CriticalCity: si ma cos’è?

scritto da augustopirovano il 23-09-2008

Eccoci!  Inizia qui il racconto di cosa bolle dentro la pentola di CriticalCity.

CriticalCity è un gioco di  collaborazione urbana.   

Cosa significa?  Se ne parlava nel forum del progetto…vari sono gli ambiti possibili di CriticalCity:

La domanda è: è possibile essere tutte queste cose insieme?  E’ possibile perseguire tutti questi obiettivi?  Quali sono le nostre priorità?
Fino a settimana scorsa non era semplice dare una risposta.

Settimana scorsa ho partecipato al PublicCamp, il BarCamp dei comunicatori pubblici.  Cioè non è che fosse proprio un BarCamp (vero Antonella?), e qualunque altra cosa fosse l’organizzazione è stata terribile.  Però è stata un’occasione per ordinare le idee su cosa esattamente è CriticalCity.

Mi sembra di aver messo giù una sistematizzazione abbastanza chiara:

Criticalcity è una community che sfrutta le potenzialità relazionali del virtuale e le mette al servizio del reale con interventi creativi sul territorio.    Per capirci, non è Second Life, anzi…potremmo definirlo come un SecondLife al contrario: dinamiche da social network nelle strade di una vera città.

CriticalCity è innanzitutto un gioco.   Abbiamo scelto lo strumento del gioco per le sue enormi potenzialità di coinvolgimento, perché è una attività naturale e fondamentale dell’uomo…e soprattutto perché siamo convinti che l’impegno civico del cittadino e il suo riappropriarsi della città, deve essere prima di tutto divertente perché possa avere un seguito.

Un gioco che però ha una caratteristica: di avvenire sul territorio. Il territorio è l’elemento centrale, lo si nota appena si entra nel sito, dove si trova subito una mappa come sfondo.  Una mappa della città che mostra il collocamento dei giocatori iscritti ed entro breve anche i luoghi dove sono avvenute le missioni di intervento dei cittadini, le loro “agopunture”, potremmo dire.  L’idea è quella di far percepire la città come un immenso campo di gioco dove il cittadino-giocatore può collaborare e sfidarsi con altri giocatori nel vivere e migliorare la città.

 

In altri termini i due ambiti prioritari che abbiamo scelto sono gioco urbano e social network per la città.  Siamo sulla strada giusta ma credo sia necessario focalizzare ancora meglio il concetto.

Metto online anche la presentazione che ho fatto nell’ambito del PublicCamp.   Chiarisce bene per lo meno la filosofia alla base di CriticalCity.

A domani!

 

Guarda la presentazione

Guarda la presentazione



Progetto MCCC

scritto da Antonio Tombolini il 22-09-2008

E’ un piacere inaugurare qui il mio Diario di Progetto, grazie Kublai! :)

Allora, il progetto si chiama MCCC, che sta per Meno Carta in Consiglio comunale.

La prima tappa di questo diario riguarda il primo incontro tecnico avuto il 18 settembre scorso con il capo dei Sistemi Informativi del Comune ed il Consigliere comunale incaricato di seguire il progetto. Devo dire entrambi molto svegli e collaborativi. E pure simpatici, che non guasta mica :)

Abbiamo definito il progetto come segue:

  • ad ogni singola seduta di Consiglio Comunale (a Vicenza i consiglieri sono 40) si spendono ben 800 euro per la sola carta consumata. Poter eliminare o significativamente ridurre questo importo può dunque creare un risparmio immediato, oltre che far guadagnare efficienza e qualità ai processi coinvolti.
  • Il progetto consiste nella utilizzazione di iLiad, in dotazione ad ogni singolo consigliere, in rete col server dell’amministrazione.
  • Il server coordinerà la sincronizzazione dei file in trasmissione-ricezione per ogni singolo consigliere.
  • Durante le sedute di consiglio comunale i testi delle delibere da adottare saranno scaricati via wifi all’inizio della seduta.
  • Durante le sedute chi vuole presentare emendamenti o ordini del giorno lo farà inviando via wifi il file (anche calligrafico, se fatto all’ultimo momento!) al server dell’amministrazione, che lo servirà, sempre via wifi, istantaneamente a tutti i consiglieri.
  • iLiad in rete col server dell’amministrazione sarà anche lo strumento per il costante aggiornamento dei materiali per i consiglieri comunali, anche al di fuori delle sedute, in rete locale negli ambienti del Comune e - via web - anche in remoto, da qualsiasi zona con copertura wifi.
I prossimi step sono i seguenti:
  1. Definizione del flusso dettagliato di attività che dovranno essere coperte dall’applicazione (da parte del Comune)
  2. Selezione delle attività critiche essenziali sulle quali sviluppare una demo pilota (da parte di Comune + Simplicissimus)
  3. Sviluppo della demo pilota (da parte di Simplicissimus)
  4. Presentazione della demo pilota funzionante ai membri del Consiglio e al personale coinvolto
  5. Valutazione e decisione
Suggerimenti graditissimi! Sempre qui per le prossime puntate…


Diari di progetto: all’opera!

scritto da admin il 22-09-2008

Kublai sta partendo con la seconda fase di lavoro e assistenza alla progettazione.
In questi mesi il numero di progetti presentati su Kublai è cresciuto e anche gli iscritti aumentano (sfioriamo abbiamo superato  i 250).
Di più, sempre più spesso chi si iscrive arriva già con un’idea, un progetto, a volte anche qualcosa di più concreto, magari una piccola realtà esistente da rendere solida.
Kublai lavora su più canali (blog, social network e Second Life) e questo rende spesso difficile raccogliere tutte le informazioni, perdendo potenzialmente una parte del valore portato dalle intelligenze che popolano la rete di Kublai.

Come Giuseppe ha scritto qualche giorno fa, la crescita di un gruppo porta tipicamente problemi di scala: uno dei nostri obiettivi per la seconda fase di Kublai (forti anche del lavoro fatto con il pilota del coaching) è stato trovare modalità di semplificare i processi che renderanno i progetti forti e potenzialmente sostenibili per lo sviluppo locale.

Abbiamo quindi realizzato uno strumento per tutti coloro che hanno un’idea e chiedono una mano a Kublai per realizzarla concretamente: un blog che ospiterà quelli che noi abbiamo chiamato diari di progetto.
All’interno di questo blog ognuno dei progettisti avrà uno spazio che userà per spiegare la propria idea e raccontare le attività che sta svolgendo per renderla concreta e operativa. Questi diari saranno un importantissimo strumento di lavoro e aiuteranno chi scrive e chi legge a ragionare sul progetto e sulla sua crescita.

Gli aggiornamenti saranno utili anche al gruppo di coaching per avere un quadro progressivo dello sviluppo di ogni iniziativa, nonché a tutti i kublaiani interessati che potranno dare feedback e consigli: una potenziale platea (in crescita!) di 250 persone non è male, per cominciare. ;-)
Sarà inoltre un modo per raccontare e far conoscere anche all’esterno un’idea che cresce e – speriamo – si realizza.

La gestione di un diario sarà quindi condizione imprescindibile perché il proprio progetto sia seguito dallo staff di Kublai. Chi gestisce uno di questi blog dovrà scrivere almeno un post a settimana.

Scrivere e raccontare un progetto mentre sta prendendo forma non è affatto semplice, lo sappiamo (la “sindrome da foglio bianco” è sempre in agguato!). Per questo motivo abbiamo pensato di dare ai progettisti alcune indicazioni che aiutino a organizzare meglio le informazioni nella redazione dei post settimanali:

  1. Evoluzione del progetto dall’ultimo post: aspetti già presenti che sono stati ulteriormente sviluppati, nuovi punti introdotti, passi avanti nella redazione del documento di presentazione, ecc.
  2. Evoluzione del network intorno al progetto: nuovi partecipanti al progetto, nuovi contatti e relazioni stabiliti sia all’interno che all’esterno della rete di Kublai
  3. I prossimi passi da far compiere al progetto

Invitiamo tutti i progettisti a seguire questi punti e naturalmente a chiedere indicazioni in caso di dubbio e difficoltà: la Guida del progettista e i membri del Community Staff (un gruppo di supporto ai progettisti composto da kublaiani) saranno di aiuto per aiutare ad organizzare meglio il lavoro.

Per creare il vostro diario di progetto scrivetemi una mail a questo indirizzo indicando il vostro nome e quello del vostro progetto [fatemi sapere se non siete abituati a utilizzare lo strumento, vi darò una mano a orientarvi].

E poi…non resta che cominciare a scrivere! :)