scritto da augustopirovano il 23-09-2008
Eccoci! Inizia qui il racconto di cosa bolle dentro la pentola di CriticalCity.
CriticalCity è un gioco di collaborazione urbana.
Cosa significa? Se ne parlava nel forum del progetto…vari sono gli ambiti possibili di CriticalCity:
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La domanda è: è possibile essere tutte queste cose insieme? E’ possibile perseguire tutti questi obiettivi? Quali sono le nostre priorità?
Fino a settimana scorsa non era semplice dare una risposta.
Settimana scorsa ho partecipato al PublicCamp, il BarCamp dei comunicatori pubblici. Cioè non è che fosse proprio un BarCamp (vero Antonella?), e qualunque altra cosa fosse l’organizzazione è stata terribile. Però è stata un’occasione per ordinare le idee su cosa esattamente è CriticalCity.
Mi sembra di aver messo giù una sistematizzazione abbastanza chiara:
Criticalcity è una community che sfrutta le potenzialità relazionali del virtuale e le mette al servizio del reale con interventi creativi sul territorio. Per capirci, non è Second Life, anzi…potremmo definirlo come un SecondLife al contrario: dinamiche da social network nelle strade di una vera città.
CriticalCity è innanzitutto un gioco. Abbiamo scelto lo strumento del gioco per le sue enormi potenzialità di coinvolgimento, perché è una attività naturale e fondamentale dell’uomo…e soprattutto perché siamo convinti che l’impegno civico del cittadino e il suo riappropriarsi della città, deve essere prima di tutto divertente perché possa avere un seguito.
Un gioco che però ha una caratteristica: di avvenire sul territorio. Il territorio è l’elemento centrale, lo si nota appena si entra nel sito, dove si trova subito una mappa come sfondo. Una mappa della città che mostra il collocamento dei giocatori iscritti ed entro breve anche i luoghi dove sono avvenute le missioni di intervento dei cittadini, le loro “agopunture”, potremmo dire. L’idea è quella di far percepire la città come un immenso campo di gioco dove il cittadino-giocatore può collaborare e sfidarsi con altri giocatori nel vivere e migliorare la città.
In altri termini i due ambiti prioritari che abbiamo scelto sono gioco urbano e social network per la città. Siamo sulla strada giusta ma credo sia necessario focalizzare ancora meglio il concetto.
Metto online anche la presentazione che ho fatto nell’ambito del PublicCamp. Chiarisce bene per lo meno la filosofia alla base di CriticalCity.
A domani!
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Guarda la presentazione
28 settembre 2008, ore 11:16
L’organizzazione del Barcamp (workshop e master erano impeccabili) è stata pessima, siamo stati relegati in uno sgabuzzino, in tardo pomeriggio, ma tu e Antonella siete stati fortissimi! le idee forti si sentono e nessuno può relegarle in un angolo perchè tanto escono.
in gamba Augusto e tieniti pronto il widget sul car pooling è ormai pronto.
L’unica cosa ero troppo stanco e frustrato per non fare la presentazione con il tuo palmare in mezzo alla gente stile saltimbanco/giocoliere…avremmo avuto un impatto devastante, da vera missione di Critical City. Io mi sarei giocato l’ultimo scampolo di reputazione che non ho mai avuto…ma tanto io sono già “bollato” come elemento fuori controllo! tu hai un ‘immagine ancora da manager bocconiano da difendere
29 settembre 2008, ore 22:08
[...] City (qui il post): Augusto posta lo schema illuminante per riflettere sulle diverse ipotesi di futuro per CC, [...]
30 settembre 2008, ore 3:36
Augusto, in effetti così è molto più chiaro. Per quello che vale, a me la scelta pare molto forte. Avanti così.
1 ottobre 2008, ore 13:12
[...] Critical City presente! Dopo il PublicCamp di Bari, Augusto presenterà Critical City anche al DemCamp, come spiega anche in un articolo [...]
10 ottobre 2008, ore 17:44
[...] qui la presentazione del progetto e uno specchietto che ne descriveva le diverse direzioni possibili di sviluppo, così come si delineavano fino a poche settimane fa; [...]