Frame_13 dicembre 2008
Dopo un silenzioso intervallo abbiamo aggiornato i diari qualche giorno fa, ma non abbiamo ricevuto commenti. Per i primi giorni abbiamo immaginato che fosse dovuto ad altri impegni, ma oggi ho letto che Alberto ha commentato l’aggiornamento di CriticalCity, ed allora eccoci qui ad a raccontare con estrema sintesi il percorso di Frame.
Grazie CriticalCity e grazie Alberto/Kublai!
Grazie perché è da un po’ -che noi di Frame- ci stiamo scontrando con la difficoltà a farci capire in maniera diretta. Nonostante siamo appassionati e contenti del nostro progetto e del grado di completezza dei suoi contenuti, abbiamo capito che manchiamo di immediatezza e di “fascino”, riguardo al fascino ci attrezzeremo, sull’immediatezza ci proviamo adesso.
- l’idea iniziale:
l’idea da cui il progetto Frame è partito era quello di uno spazio di progettazione (in rete) dove sperimentare le modalità del co-design, la progettazione era intesa come il risultato di confronti sugli oggetti, sulla loro vocazione all’innovazione, l’attenzione era rivolta alla pratica del progetto e all’innovazione di prodotto, al confronto con l’utenza. I progetti erano indirizzati alle aziende.
- l’idea iniziale si è trasformata grazie a Kublai:
in Kublai, il progetto ha ribaltato la sua progressione verso la realizzazione dei progetti di design innovativi. Le aziende e il legame con il territorio hanno preso il ruolo dei co-protagonosti, insieme ai designers, e l’utenza una collocazione a latere.
- ci siamo incagliati su diritto d’autore e dintorni:
ci siamo eccessivamente preoccupati dei patti, la preoccupazione derivava dalla nostra ignoranza, dal fatto che siamo tutti un po’ allergici alle questioni legali.
- ci siamo preoccupati:
ci siamo eccessivamente preoccupati della forma giuridica di Frame: progetto di ricerca si/no; Spin off si/no; Associazione si/no … università si/università no.
- incontro in SL:
l‘incontro in SL si è concentrato sulle nostre preoccupazioni, più che sulle qualità del progetto, perché questa era stata la nostra richiesta; e ad oggi ci sembra di avere un po’ sprecato l’occasione.Comunque nei giorni seguenti all’incontro (per quanto mi riguarda devo ringraziare, tra i tanti, Adriana) ci è stato chiaro che Frame risultava ai Kublaiani come un progetto complesso. Ma non nel senso buono …
- da Kublai sono arrivate indicazioni su come semplificare l’esposizione del progetto:
con il passare del tempo abbiamo ricevuto indicazioni su come riscrivere il progetto in maniera più semplice e abbiamo aggiornato i diari, ma non sappiamo ancora se siamo stati efficaci nella nostra esposizione.
- oggi abbiamo smesso di pre-occuparci, per occuparci con il portare avanti il progetto
oggi sappiamo che:
- abbiamo definito un team di progetto con compiti e competenze;
- che abbiamo come alleati una realtà produttiva sin dall’inizio del progetto;
- che stiamo definendo il budget e i tempi di realizzazione;
- riguardo alla forma giuridica che Frame prenderà, il team è aperto a più soluzioni; anche a soluzioni da risolversi in passaggi successivi;
- riguardo alla stesura dei patti, il team sa che fra i suoi alleati troverà l’indispensabile partecipazione di figure competenti;
- il progetto ha acquistato in consistenza rispetto alla progettazione della piattaforma, è stata messa a punto la struttura del sito, abbiamo discusso sul funzionamento e siamo quasi arrivati ad una soluzione che ci soddisfa;
- il progetto dal punto di vista della rappresentazione (grafica/contenuti) è arrivato a definire una sua metafora espressiva, dal progetto del logotìpo alla progettazione delle pagine del sito;
- Frame produce progetti innovativi e non prodotti; che la realizzazione dei prodotti sarà di competenza delle aziende;
- Frame avrà due gallerie di progetti, quella dei progetti venduti e quella dei progettiinvenduti;
- che i prodotti che verranno realizzati porteranno il marchio dell’azienda che li produce e una dicitura che dichiari il nome/i nomi dei progettisti e il fatto che i progetti siano stati realizzati all’interno di Frame;
- che Frame si riserva una percentuale o sui contratti di vendita dei progetti o sulle vendite dei prodotti per continuare a vivere;
- che è un luogo dove ricerca, progettazione e impresa possono lavorare ad obiettivi comuni e condivisi;
- che è un modello replicabile e espandibile in altre realtà territoriali;
- che a fronte dell’analisi condotta su progetti simili Frame è innovativo soprattutto per la presenza attiva delle aziende;
- che il co-design non è un obbligo per idesigners, ma solo una opportunità di scelta fra varie forme di progettazione comunitaria;
- nei prossimi giorni lavoreremo sul “fascino”:
- stiamo preparando un mini sito e un video che spieghino sinteticamente Frame senza che sia necessario leggere troppo;
- stiamo preparando un aggiornamento ai diari sul rapporto fra innovazione e design.




13 dicembre 2008, ore 15:25
Ciao Cristina, devo essere sincero i precedenti post su Frame li ho trovati un po’ difficili da leggere…Come dici tu anche Frame in genere mi è sempre apparso un progetto “complesso” (come anche CC in un certo senso).
Però ho letto con interesse questo post: chiaro, pulito, puntuale. Bravissima!
13 dicembre 2008, ore 15:33
bene, prenditene il merito, lo condivido volentieri.
15 dicembre 2008, ore 12:14
Caterina, bellissimo. Il post è molto onesto nell’individuare i problemi e pieno di slancio progettuale nel tracciare una via per risolverli. Certamente Frame è stato raccontato in un modo abbastanza esoterico, e in un ambiente come Kublai raccogli veramente i frutti della progettazione in community solo se riesci a coinvolgerla, a interessarla. Sono sicuro che adesso si cambierà marcia. Sono molto contento.
16 dicembre 2008, ore 1:57
[...] salvatevi allora questi link, perché gli ultimi due post dai diari di progetto di Critical City e Frame sono “da manuale del progettista” (e come non citare a questo riguardo anche [...]