Frame_ultimo post prima della stesura definitiva del progetto.

scritto da caterinafiorentino il 23-12-2008

Prima della stesura definitiva del progetto il team di Frame aggiunge ai diari considerazioni “spettinate”.

Scenario _ ovvero le motivazioni di Frame, ovvero la voglia di condividere.

Con oggi vogliamo lasciare sui diari una serie di considerazioni sulle motivazioni di Frame, ovvero alcuni pensieri da cui il progetto è partito per definire il suo campo d’azione, i suoi obiettivi e le sue modalità. Per fare ciò abbiamo ritenuto opportuno riportare, più o meno ordinatamente, una breve sintesi dei commenti che il team di Frame ha fatto nel corso di incontri de visu e telematici, volendo così individuare lo scenario entro cui il nostro progetto si colloca e accennare alle intenzioni da cui il progetto ha preso piede.

Immaginiamo che chi stia leggendo si possa chiedere del perché alcune questioni non vanno dirette al punto, del perché non viene detto immediatamente cosa vogliamo fare e come vogliamo farlo; bene ecco il punto: una piattaforma in rete dove vengono svolti progetti di design innovativi destinati alle PMI e alle attività artigianali campane.

Ma il punto non ci pare sufficiente a spiegare perché proprio il design è promotore per lo sviluppo locale, né ci sembra sufficiente a motivare l’articolazione del progetto e l’interAzione fra i diversi attori.

Tantomeno il punto è la risposta opportuna al perché Frame sia un progetto innovativo.

Queste sono cose che spiegheremo, poi, (nella stesura definitiva del progetto) -secondo consuetudine- una articolazione del progetto per obiettivi, azioni, risultati attesi, vantaggi per gli attori ricadute in termini di sviluppo locale (a lungo termine).

 

Oggi proponiamo note sparse. Ci auguriamo che queste note confuse -per quanto insufficienti e approssimative- siano abbastanza per spiegare perché a noi piace il nostro progetto e perché ci è venuta voglia di portarlo avanti. 

Crediamo sia palese, oramai, che stiamo mostrando resistenza nello scrivere un progetto secondo i canoni consueti, ma sappiamo che è arrivato il momento di farlo, ed allora, prima della stesura ufficiale, vogliamo concederci il LUSSO (grazie Kublai) di condividere sui diari alcune righe che dovrebbero lasciare intendere perché per noi il design è una cosa seria ;-) (davvero!)

Frame è arrivato alla sua definizione progettuale partendo da considerazioni su quale è il ruolo del design su cui il team è concorde e di cui il progetto si vuole fare portatore, e -per arrivare a ciò- ha ritenuto utile divagare su cosa comunemente viene percepito come design, su cosa -sempre comunemente- viene percepito come innovazione e su quali sono, secondo il team di Frame, alcune questioni da provare a gestire secondo modalità ancora non sufficientemente sperimentate. Qui di seguito, qualche accenno.

 

il design questo sconosciuto_ cosa comunemente si percepisce come design.

Il design, secondo l’accezione di progetto, comprende in sé la progettazione di prodotto; di servizio e di processo. Accanto a questa tripartizione degli ambiti progettuali, oggi, da più fonti, viene la consapevolezza, da molti promossa, che il design si divide secondo campi di applicazione: dal design di oggetti, a quello di comunicazione, passando per quello degli spazi reali, degli spazi virtuali, dei mezzi di locomozione, dei mezzi di navigazione, degli accessori moda e, in alcuni specialissimi casi, degli abiti stessi.

In tal senso il design acquista connotazione rispetto all’oggetto interessato dal processo di progettazione, realizzazione, diffusione e uso presso l’utenza.

Ma la sua denotazione identitaria rimane stabile (almeno così ci auguriamo che sia) sebbene gli oggetti interessati passino supercalifragilisticamente da cose che hanno un peso e una consistenza, per attraversare il design dell’immateriale, sino ad approdare al design emozionale (rispetto al quale vari nasi storti -a espressione di fastidio e stordimento- sono comunque presenti sulla scena).

Parallelamente a quanto detto, l’uso della parola design, quotidianamente e ogni giorno di più, allontana il termine dalla sua origine, innegabilmente legata alla produzione industriale. Anche se -per chi se ne occupa- continua a comprendere in sé metodi e scopi che lo rendono una disciplina (e una pratica), che se è sempre meno legata all’origine industriale, necessariamente è fedele ai criteri della produzione. L’allontanamento dall’industria a favore di un rinnovato interesse per quelle che un tempo, non molto lontano, erano considerate arti applicate, è conseguenza -paradossale- delle trasformazioni tecnologiche che rendono contemporaneo il tempo dell’oggi rispetto a quello appena passato.

Il binomio design-artigianato, di fatto, è testimonianza, anche, dell’esigenza di riferirsi a saperi locali, alla rifondazione di una territorialità made in, che tanto più è preziosa quanto più si dichiara legata ad una tradizione manuale difficilmente replicabile.

Conseguenza di ciò è che il design mantiene invariato il suo approccio progettuale anche senza la presenza della produzione in serie; che l’allontanamento dalla produzione industriale del design affranca progettisti e utenti dalle visioni dei frenetici movimenti dei baffi di Chaplin in Tempi Moderni, e, soprattutto, permette un’estensione delle possibilità di applicazione che fanno fronte a reali esigenze che provengono sia dalla condizione odierna delle realtà artigianali (e semi-artigianali), sia dalla volontà di un progettista a non precludersi l’occasione di affrontare temi, problematiche e processi delle produzioni locali.

Dopotutto, buona parte dell’industria ha dolori da farsi perdonare.

E, quindi, un accordo sul fatto che il design non sia solo industriale, ad oggi, è in buona parte condiviso e condivisibile; anche i più puristi e i coriacei tradizionalisti possono apprezzare i risultati di una progettazione (design) che applicata all’artigianato, alle realizzazioni uniche o semi-uniche, conduce a soluzioni nuove di vecchie, a volte antiche, questioni.

 

L’orrore della banalizzazione _ 

Nel quotidiano, della maggioranza di noi, il design è onnipresente: siamo invasi al punto che i parrucchieri si chiamano hair-designers e i truccatori makeup-designers, che qualsiasi rivista ha la sua rubrica di design, che qualsiasi casermone di una qualsiasi landa desolata e periferica si picca di vendere cucine e “camerette” di design.

Accanto al fatto che è -da sempre- incomprensibile il perché le stanze dei bambini debbano subire questo immiserente vezzeggiativo, viene da chiedersi se è davvero tollerabile la disseminazione del termine design.

Cosa c’è di inappetibile nella parola parrucchiere, oppure nel suo francesissimo corrispettivo che lo fa coiffeur?

Cosa c’è che non va nel fare il truccatore?

Tenendo, oltretutto, presente che una disseminazione dissennata è fautrice della dissipazione del senso di una parola; viene da chiedersi quale è il labile e mobile confine entro cui si può ancora parlare di design senza aprire gli argini all’insensatezza, senza essere complici, anche se coatti, di una totale perdita di significato che conduce il termine design entro una colloquialità pericolosa, perché irresponsabile.

 

In questo scenario composto da cosa comunemente e velocemente si percepisce come design:

Frame non si pone un problema di ambito (e solo in parte limitazioni di campo), ma propone questioni sul metodo e sugli obiettivi; sulla responsabilità che il design ha nella definizione di proposte progettuali che si devono confrontare con il rapporto fra invenzione e tecnica (designers/aziende) e con la formulazione di nuovi linguaggi espressivi ai fini di instaurare relazioni d’uso tra utenza e oggetti, corrispondenti alle esigenze di una attualità sorprendentemente futurista.

Frame si pone il problema della non inflazione del termine, perché se tutto il design è progetto non tutti i progetti sono design. 

(ogni randa è vela, ma non tutte le vele sono rande, mentre il designer è sempre un tattico!)

 

 

Tra i designers corre voce, fondatissima, che il design porta valore aggiunto.

A questa affermazione tutti noi -noi designers!- annuiamo, sicuri di quanto abbiamo studiato e imparato e intuito, sicuri di tutti gli esempi che scorrono velocissimamente davanti ai nostri occhi; intere enciclopedie sul design si fanno breccia nella nostra memoria e riconosciamo il valore che Joe Colombo ha apportato alla socialità del bere e fumare chiacchierando amabilmente, mentre è possibile fare una piroetta per guardare curiosi in giro, mente si gioca a carte e mentre mi mangia e mentre si …, un bicchiere che serve a bere mentre si fa altro; … sarà questo utile a svelare il mistero del valore aggiunto!?

Ma, davvero, basta questa definizione per comprendersi sugli intenti e sulle modalità di progetto?

Perché viene immediatamente da “aggiungere” che lo smoke glass (1964) è bello, palesemente bello, sensatamente bello!

La risposta appropriata ad una domanda posta correttamente; certo l’obiettivo era quello di bere e fumare contemporaneamente, ma ci crediamo davvero?

A noi viene il dubbio, il fondatissimo dubbio, che l’obiettivo fosse quello di soddisfare la volontà di mostrare le cose in maniera differente, di occuparsi della socialità che gli oggetti propongono o alla quale si oppongono, di sperimentare l’equilibrio attraverso la giusta consistenza dello spessore di un materiale, di poterne alterare le misure sino a comporne una serie, di volere sperimentare nuove possibilità, di volere disegnare e disegnare e ridisegnare velocemente come velocemente viene la voglia di cambiare le cose perché si goda della sorpresa e dell’invenzione e si apprezzi la funzione e si dichiari una poetica compositiva.

Quando a Sousse (tunisia) ai giovani studenti di una scuola di belle arti abbiamo mostrato lo smoke-glass la conversazione si è aperta sugli usi a tavola, sulle loro abitudini alimentari, su come producono, conservano, trasportano, dividono, centellinano, assaporano e gustano l’olio.

Su cosa sarebbe stato utile per fare tutte queste cose al meglio, su cosa si intendesse per meglio.

Più comodamente certo, ma anche in modo da potere “aggiungere”: trasformare funzioni, combinare le possibilità, sperimentare forme, comprendere il senso del superfluo, apprezzare l’alternanza delle dimensioni, riconoscersi, raccontarsi e mostrarsi.

Da questo intenso confronto durato una settimana sono uscite cose più o meno appropriate e più o meno sbagliate, ma tutte -a modo loro- sensatamente belle, perché sono tutti oggetti auto-narranti.

Sono oggetti nati da uno scambio, da una reciprocità e questo è per Frame parte importante del design.

Per Frame parlare di design significa certo avere una intuizione, sicuramente essere visionari quando gli altri non ti capiscono e prefigurare se sei, invece, compreso, ma -soprattutto- non significa porsi una domanda corretta per darsi una risposta appropriata, se questa formula viene eseguita in marzulliana solitudine.

Il design è una pratica comunitaria per una comunità, gli oggetti sono catalizzatori di relazioni; durante la loro ideazione/realizzazione, durante la loro esistenza in vita, durante il loro essere, poi (il più lontano poi possibile) anche da rifiuto e … il ciclo ricomincia.

Frame inoltre, un po’ perentoriamente dichiara, quella che attraverso una ovvietà diviene la forza (e anche la forzatura) del progetto di design.

Ci siamo chiesti perché non ci si ferma mai, perché ci sono sempre nuove sedie su cui posare sempre gli stessi stanchi sederi?

Per noi è abbastanza ovvio, per sedersi sempre in maniera differente. 

Possiamo avere l’ennesima sedia perché più leggera, perché più facilmente realizzabile, perché biodegradabile, perché impilabile, perché …

Sono tutte esigenze che riguardano la vita di relAzione: dal sedersi composti con la schiena dritta e i gomiti stretti, dal rotolare sull’impossibile fagiolo, dal condividere informalmente lo spazio, sino al ritenere opportuno non sprecare materiale.

È solo questione di prospettiva, ma le motivazioni di un cambiamento, che vadano dagli usi (e costumi) sino alla responsabilità verso il surriscaldamento del globo sono sempre date dalle relAzioni che fanno capo agli oggetti.

E così, dunque, l’esigenza d’innovazione, forse, non rimane una illustre sconosciuta!


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Frame_13 dicembre 2008

scritto da caterinafiorentino il 13-12-2008

Dopo un silenzioso intervallo abbiamo aggiornato i diari qualche giorno fa, ma non abbiamo ricevuto commenti. Per i primi giorni abbiamo immaginato che fosse dovuto ad altri impegni, ma oggi ho letto che Alberto ha commentato l’aggiornamento di CriticalCity, ed allora eccoci qui ad a raccontare con estrema sintesi il percorso di Frame.

Grazie CriticalCity  e grazie  Alberto/Kublai!

Grazie perché è da un po’ -che noi di Frame- ci stiamo scontrando con la difficoltà a farci capire in maniera diretta. Nonostante siamo appassionati e contenti del nostro progetto e del grado di completezza dei suoi contenuti, abbiamo capito che manchiamo di immediatezza e di “fascino”, riguardo al fascino ci attrezzeremo, sull’immediatezza ci proviamo adesso.

  •  l’idea iniziale:  

l’idea da cui il progetto Frame è partito era quello di uno spazio di progettazione (in rete) dove sperimentare le modalità del co-design, la progettazione era intesa come il risultato di confronti sugli oggetti, sulla loro vocazione all’innovazione, l’attenzione era rivolta alla pratica del progetto e all’innovazione di prodotto, al confronto con l’utenza. I progetti erano indirizzati alle aziende.

  •  l’idea iniziale si è trasformata grazie a Kublai: 

iKublai, il progetto ha ribaltato la sua progressione verso la realizzazione dei progetti di design innovativi. Le aziende e il legame con il territorio hanno preso il ruolo dei co-protagonosti, insieme ai designers, e l’utenza una collocazione a latere.

  • ci siamo incagliati su diritto d’autore e dintorni: 

ci siamo eccessivamente preoccupati dei patti, la preoccupazione derivava dalla nostra ignoranza, dal fatto che siamo tutti un po’ allergici alle questioni legali.

  • ci siamo preoccupati: 

ci siamo eccessivamente preoccupati della forma giuridica di Frame: progetto di ricerca si/no; Spin off si/no; Associazione si/no … università si/università no.

  • incontro in SL: 

l‘incontro in SL si è concentrato sulle nostre preoccupazioni, più che sulle qualità del progetto, perché questa era stata la nostra richiesta; e ad oggi ci sembra di avere un po’ sprecato l’occasione.Comunque nei giorni seguenti all’incontro (per quanto mi riguarda devo ringraziare, tra i tanti, Adriana) ci è stato chiaro che Frame risultava ai Kublaiani come un progetto complesso. Ma non nel senso buono … 

  • da Kublai sono arrivate indicazioni su come semplificare l’esposizione del progetto: 

con il passare del tempo abbiamo ricevuto indicazioni su come riscrivere il progetto in maniera più semplice e abbiamo aggiornato i diari, ma non sappiamo ancora se siamo stati efficaci nella nostra esposizione.

  • oggi abbiamo smesso di pre-occuparciper occuparci con il portare avanti il progetto

oggi sappiamo che:

- abbiamo definito un team di progetto con compiti e competenze;

 - che abbiamo come alleati una realtà produttiva sin dall’inizio del progetto;

 - che stiamo definendo il budget e i tempi di realizzazione;

 - riguardo alla forma giuridica che Frame prenderà, il team è aperto a più soluzioni; anche a soluzioni da risolversi in passaggi successivi;

 - riguardo alla stesura dei patti, il team sa che fra i suoi alleati troverà l’indispensabile partecipazione di figure competenti;

 - il progetto ha acquistato in consistenza rispetto alla progettazione della piattaforma, è stata messa a punto la struttura del sito, abbiamo discusso sul funzionamento e siamo quasi arrivati ad una soluzione che ci soddisfa;

 - il progetto dal punto di vista della rappresentazione (grafica/contenuti) è arrivato a definire una sua metafora espressiva, dal progetto del logotìpo alla progettazione delle pagine del sito;

 - Frame produce progetti innovativi e non prodotti; che la realizzazione dei prodotti sarà di competenza delle aziende;

 - Frame avrà due gallerie di progetti, quella dei progetti venduti e quella dei progettiinvenduti;

 - che i prodotti che verranno realizzati porteranno il marchio dell’azienda che li produce e una dicitura che dichiari il nome/i nomi dei progettisti e il fatto che i progetti siano stati realizzati all’interno di Frame;

 - che Frame si riserva una percentuale o sui contratti di vendita dei progetti o sulle vendite dei prodotti per continuare a vivere;

 - che è un luogo dove ricerca, progettazione e impresa possono lavorare ad obiettivi comuni e condivisi;

 - che è un modello replicabile e espandibile in altre realtà territoriali;

 - che a fronte dell’analisi condotta su progetti simili Frame è innovativo soprattutto per la presenza attiva delle aziende;

 - che il co-design non è un obbligo per idesigners, ma solo una opportunità di scelta fra varie forme di progettazione comunitaria;

 

  •  nei prossimi giorni lavoreremo sul “fascino”:

- stiamo preparando un mini sito e un video che spieghino sinteticamente Frame senza che sia necessario leggere troppo;

 - stiamo preparando un aggiornamento ai diari sul rapporto fra innovazione e design.

 

 


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Frame_prossimi aggiornamenti

scritto da caterinafiorentino il 05-12-2008

Prossimi passi per i prossimi giorni:

- schema/schemi illustrativi e di sintesi del progetto;

- un documento (testi e immagini) che descrive la struttura della piattaforma e propone alcune pagine tipo;


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Frame_dicembre 08/01

scritto da caterinafiorentino il 05-12-2008

nome del progetto:
Frame_interAzione aziende e designers in rete

Settore/tema creativo:·
design e innovazione

nome dei proponenti _ il team di Frame
mario buono, responsabile scientifico
caterina cristina fiorentino, coordinamento
giovanna palladino, graphic designer
silvia pelosi, componente del gruppo di progetto
gianpaolo tucci, art director e graphic designer
giuseppe vaccaro, componente del gruppo di progetto

alleati al progetto
Consorzio Ceramisti Cavesi -CCC
Il Consorzio Ceramisti Cavesi (vedi allegato curricula) è la realtà produttiva che parteciperà sin dall’avvio del progetto.

luogo:·
regione Campania e web.
L’attività di Frame si svolge fra il mondo delle tre w e il territorio produttivo campano, composto da aziende artigianali e PMI.·Il progetto è replicabile per altre realtà produttive locali, ed è aperto allo scambio fra più regioni e tra più filiere produttive.

00.00 _ elevator pitch
Frame si configura come uno spazio d’interAzione, in rete, fra designers, imprese e ricercatori. Uno spazio di progettazione in rete, che ha come obiettivo l’innovazione di prodotto/processo/servizio allo scopo di promuovere lo sviluppo delle PMI e delle attività artigianali campane: uno studio di progettazione permanente all’interno del quale i progetti sono svolti da designers e sono destinati alle aziende.
01. 00 _ l’idea progettuale
L’attività di Frame è indirizzata alla stesura di progetti di design innovativi che le aziende potranno acquistare, per realizzarne la produzione e la vendita.
Lo scopo di Frame è quello di mettere in atto un modello di progettazione “comunitaria” indirizzata all’innovazione di prodotto; alla progettazione di nuovi oggetti/prodotti/servizi che, una volta acquistati dalle imprese coinvolte del progetto, costituiscano una occasione competitiva sul mercato.
Frame si propone come spazio attivo di incontro tra la creatività e la produzione, ovvero come un laboratorio di progettazione all’interno del quale designers, aziende e ricercatori si confrontano, sulla definizione di proposte progettuali sul tema dell’innovazione. Il proposito non è tanto quello di indagare sulla potenzialità creativa delle idee di trasformazione, quanto quello di interpretare quella che Frame definisce come la vocazione all’innovazione degli oggetti/prodotti, all’interno delle specificità di una realtà produttiva.
In tal senso l’idea progettuale è quella di dare vita ad uno spazio virtuale di progettazione, dove le richieste -tese all’innovazione di prodotto/processo/servizio - giungano dalle effettive necessità delle aziende coinvolte nel progetto.
Frame ha trovato le sue motivazioni:
• nella convinzione che la ricerca e la pratica del design, orientate all’innovazione, siano uno strumento per la
promozione delle realtà produttive, per la trasformazione socio-economica e culturale;
• nella fiducia in un processo progettuale condiviso;
• nella fiducia nel medium della rete;·
• nelle caratteristiche della realtà produttiva campana;·
• nell’intimo rapporto che gli utenti e i progettisti hanno con gli oggetti e nella vocazione che gli oggetti hanno nello stabilire relAzioni.
Sono prodotti di Frame:
• progetti di design innovativi ;
• prodotti di design innovativi,
• la “comunità” Frame
• Il marchio Frame
Su ogni progetto lavorano, con la supervisione, il sostegno e l’impegno del team di Frame:
• una o più aziende campane;
• un tutor di progetto italiano o straniero,
• un team di designers, organizzati in gruppi di lavoro, in partecipazioni singole o secondo le modalità del co-design;
• con la partecipazione straordinaria del “blog degli esploratori di emozioni”.
01.02_ gli elementi caratterizzanti
Sono elementi caratterizzanti Frame:
- l’innovazione di prodotto, intesa come la chiave interpretativa adatta ad equilibrare i due aspetti dell’identità locale, ovvero la coerenza con l’identità nel tempo, da un lato, e la coerenza con quello che distingue, e che deve continuare a distinguere, una realtà da un’altra, quindi con gli opportuni processi di adattamento alle esigenze attuali;
- l’interazione fra i vari attori di Frame e fra questi e il territorio campano.
Gli attori di Frame sono:
- il team di Frame
- le aziende campane
- i designers
- i tutor di progetto
Le aziende che aderiscono al progetto si propongono di condividere un processo di innovazione di prodotto, a partire dalla loro consolidata esperienza produttiva e dall’interesse a modificare la loro produzione, con dei progettisti (tutors e designers), con il team di Frame e con altre realtà produttive e, eventualmente, con il blog degli esploratori di emozioni.
L’ adesione a Frame è regolata dall’accettazione del regolamento.
i vantaggi per le aziende campane, che aderiscono al progetto, sono:·
a) di potere partecipare allo sviluppo di idee e di progetti innovativi di cui condividono e comprendono necessità, bisogni e processi;·
b) di potere sviluppare progetti in sinergia con altre aziende della rete Frame (regionali e, in futuro, anche non regionali);·
c) di trovare in Frame un laboratorio permanente di progettazione e sviluppo sul tema dell’innovazione di prodotto e di processo;
d) di avere la possibilità di relazionarsi con designer provenienti (attraverso il web) da differenti realtà territoriali e diverse esperienze;·
e) di sviluppare prodotti che conservino l’identità locale ma che siano “spendibili” rispetto alle esigenze del mercato, ovvero che interpretino la vocazione all’innovazione e la valorizzazione della tradizione produttiva locale.
I designers che aderiscono al progetto accedono a Frame tramite la rete, senza privilegio di nazionalità o formazione; l’adesione si basa su una conferma di interesse, una esplicita motivazione, la valutazione da parte del team di Frame del curriculum/portfolio e l’accettazione del regolamento.
i vantaggi per i designers, che aderiscono al progetto, sono:
a) di operare all’interno di un gruppo di lavoro basato sul confronto e sulla possibilità di integrare competenze
b) di sperimentare, eventualmente, l’evoluzione di un progetto in co-design, che è una possibilità differente da quella comunemente usata dai gruppi di progettazione o dai workshop;
c) di lavorare su reali necessità proposte dalle aziende e dai tutors di progetto e di venire a conoscenza, oppure, di arricchire la loro consapevolezza rispetto ai prodotti e ai processi produttivi di una determinata realtà territoriale;
d) di essere tutelati da un “patto”, che protegga il diritto d’autore e la paternità dei progetti e regoli le transazioni economiche con le aziende;
e) di venire assistiti dallo staff di Frame, nelle relazioni con le aziende.
01.03_ il rapporto fra progetto e territorio
Frame parte dal presupposto che l’identità territoriale -sebbene risultato di processi interpretabili- non sia un dato immobile, bensì la risultante di un sistema complesso di relazioni, di esigenze di capacità/possibiltà, e che proprio in quanto tale, sia sempre in tras-formAzione, .
Dal momento che il processo identitario non si configura come l’adesione ad una immagine prestabilita, bensì come l’aderenza a delle “qualità differenzianti” -la cui esigenza di attualità e contemporaneità, va, di volta in volta, affrontata in chiave progettuale- la disciplina, ma soprattutto la pratica del design, costituiscono una possibilità appropriata alle esigenze di continua modificazione che una viva realtà territoriale propone, e che -nella salvaguardia delle caratteristiche identitarie- possono essere espresse, anche, attraverso l’innovazione di prodotto.
La pratica del design, difatti, mette a disposizione competenze sull’esigenza ad innovare realizzando percorsi progettuali e comunicativi, nelle cui soluzioni sono coinvolti -e partecipi- soggetti e destinatari.
Le caratteristiche qualificanti l’identità produttiva campana sono da ricercare certamente nelle tradizioni produttive radicate nel territorio e nell’elevato know-how che nel tempo ha avuto modo di svilupparsi e articolarsi dando così vita a prodotti di eccellenza riconosciuta.
Frame intende valorizzare l’identità e il genius loci del territorio campano, attraverso la definizione di una strategia innovativa che, tenendo conto del complesso di elementi che compongono l’offerta locale, enfatizzi i caratteri
distintivi e identitari di tale offerta, attraverso le seguenti azioni, che possono essere svolte singolarmente o in maniera congiunta:
- il design di prodotti o di linee di prodotti innovativi;
- l’innovazione di processo;
- il design di comunicazione, anche definendo nuovi brand o promuovendo azioni di co-branding;
- il design dei servizi.

Frame si propone di agire all’interno di quel rapporto, quasi univoco, legato alla produzione tipica dei luoghi, dal quale derivano le specifiche di qualità e la specialità dei prodotti.

La relazione con i luoghi passa, anche, attraverso gli oggetti della produzione; l’abitudine associativa -consolidata nella mente del consumatore- è l’assicurazione, legata all’idea di tipico, nonché a volte di folkloristico, di entrare in contatto con un sapere locale, con un valore legato alla tradizione di un luogo e non di un altro.
Il valore della tradzione e dell’unicità di prodotto sono parte di un intenso legame fra le entità produttive e l’identità di prodotto, che è fortemente consolidata rispetto alla produzione artigianale o semi-artigianale, e che costituisce un punto di forza dei prodotti e dei luoghi coinvolti da questo legame.
La presenza di una tradizione consolidata -fatta di “mestiere”, di storia, di antropologia, in una di cultura produttiva locale– è fonte di ricchezza per i luoghi e per i suoi abitanti ed è, parallelamente, una dichiarazione di identità.
In tal senso si comprende che il lavoro possibile è quello sulla costruzione e il rafforzamento di un immaginario d’identificazione simbolica fra luoghi, le entità produttive e l’identità dei prodotti, e che questo tipo di premessa progettuale ha implicazioni socio-economiche -nella conoscenza e nella gestione delle risorse locali, materiali e immateriali.


In termini di sviluppo locale , i risultati di Frame saranno caratterizzati da:
• la realizzazione di una rete di imprese/artigiani trasversale rispetto alla tipologia produttiva, che può generare rapporti tra filiere differenti per la realizzazione di una o più linee di prodotti;·
• la realizzazione di un nuovo rapporto tra il mondo imprenditoriale/artigianale locale e le risorse creative;·
• lo studio del cambiamento dei comportamenti e del consumo, che come operazione interna alla disciplina
del design, rappresenta un detonatore per l’innovazione;
• confronto fra le effettive esigenze aziendali e le potenzialità di trasformazione;·
• la gestione di un processo progettuale, teso all’innovazione di prodotto, e al consolidamento del rapporto fra luogo di produzione e artefatto;·
• l’attenzione al dato ambientale che sarà un indicatore caratterizzante i progetti/prodotti.
01.04_ a che pubblico/mercato si rivolge Frame
Frame è indirizzato alle PMI e alle produzioni artigianali della regione Campania.
Queste realtà produttive hanno un legame stretto (talvolta inconsapevole) con gli strumenti propri della disciplina del design, che può rappresentare quel valore aggiunto in grado di generare interesse (da parte del mercato) verso le produzioni locali, proprio attraverso l’esaltazione dell’intimo legame con il territorio d’origine.

Innovare nella tradizione, con le metodologie progettuali tipiche della disciplina del design, significa individuare e sviluppare nuove forme, nuove funzioni o utilizzi inusuali, recuperando dalla storia e dalle tradizioni locali codici e ritualità.·Un percorso in grado di riconoscere le differenze come fonte di valore, riscoprendo il territorio come patrimonio e instaurando una nuova relazione co-evolutiva fra abitanti/produttori e territorio (la “cura” del territorio) in grado di determinare equilibri durevoli fra insediamento umano e ambiente, riconnettendo nuovi usi, nuovi saperi, nuove tecnologie alla sapienza ambientale storica.·
Dal punto di vista del progetto di design, ciò non significa, semplicemente, riproporre forme del passato ma attualizzarle, reinterpretandole secondo una chiave di lettura contemporanea, così da accedere anche in mercati di rilievo internazionale.·


01.05_ gli obiettivi del progetto
- Obiettivo di Frame è realizzare una piattaforma di scambio fra imprese e designer all’interno della quale la realizzazione di progetti di design innovati sia promotrice di sviluppo per le PMI e per le attività artigianali Campane.
Il team di Frame propone il progetto per:
• attivare e partecipare all’esercizio di un modello progettuale comunitario;
• sperimentare le possibilità e gli esiti dell’integrazione di risorse e attori in un processo progettuale e
nella gestione della innovazione del sistema-prodotto;
• consolidare un rapporto continuativo con le realtà produttive locali, interpretando, di volta in volta, le esigenze di ognuno, individuando tendenze e lavorando sulla configurazione di scenari progettuali in aderenza con la realtà territoriale;
• monitorare il territorio produttivo/creativo campano, individuando le risorse presenti e le potenziali vocazioni.
Gli obiettivi di Frame in relazione alle potenzialità del territorio e allo sviluppo locale sono:
• avvicinare le imprese alla disciplina del design, così da renderle competitive sul mercato internazionale
• far emergere le potenzialità del territorio;
• creare scambi tra competenze esterne alle aziende e il know-how delle imprese locali;
• creare una piattaforma di assimilazione e condivisione delle problematiche/esigenze/opportunità legate all’innovazione di prodotto e relative alla realtà produttiva campana;
• creare un circuito che raccordi saperi artigianali, conoscenza, capacità tecnologica e produttiva di differenti filiere per lo sviluppo di inedite linee di prodotti.
01.06_ perché l’intervento proposto è innovativo/nuovo/diverso
Il team di Frame ha fatto una indagine in rete sui siti esistenti che si avvicinano all’idea di Frame.Sono state visitate e frequentate diverse piattaforme che riguardano i seguenti argometi: design; co-progettazione; community; personalizzazione di prodotto; innovazione; …
Il risultato di questa analisi ha portato il team di Frame a concludere che: il progetto qui proposto ha una serie di caratteristiche originali, che, per quanto simili o tangenti a progetti e esperienze già esistenti, lo definiscono come innovativo.
Frame aggrega e favorisce lo scambio di conoscenza codificabile e genera innovazione per le imprese perché il design stesso genera innovazione, attraverso i suoi strumenti come la creatività perché fa parte del processo di sviluppo di nuovi prodotti.
Ma soprattutto rende possibile l’accesso a progetti e idee di progetto innovativi da parte delle PMI imprese e delle attività artigianali.
Frame è differente da proposte esistenti, che pure sono assimilabili ai concetti di progettazione e di innovazione, ma che non prevedono la partecipazione attiva da parte delle imprese, e che quindi non considerano l’attività di design, in stretta e diretta relazione con un territorio produttivo.
Frame propone la giusta dimensione fra la disponibilità della rete e un territorio concreto; la possibilità dunque di condurre innovazione, attraverso il design, individuando un target preciso e una traiettoria progettuale e realizzativa che intervenga su esigenze concrete, ai fini dello sviluppo delle imprese.

02.00_ il piano delle attività
Obiettivo 01 _ le azioni dell’ob. 01 sono promosse dal team di Frame; sono coinvolti tutors, aziende e designers.
Avvio all’attività di Frame: promozione del progetto; riscontri e ricerche di adesione al progetto da parte delle aziende, tutors e designers e preparazione all’attività di Frame.
Azioni dell’Ob. 01
• individuazione di una consulenza legale;
• redazione del regolamento di Frame;
• impostazione dei format e delle condizioni dei patti, secondo cui verranno regolate le transazioni aziende/designers;
• redazione dei documenti contrattuali che normano le relazioni e le transazioni fra Frame, le aziende, i tutors e i designers;
• messa in rete della versione beta del sito
• promozione del progetto e riscontro sulle dimostrazioni di interesse;
• individuazione e adesione dei tutors di progetto;
• conferma di adesioni da parte delle aziende;
• inizio alle attività di registrazione dei designers (esame dei curricula);
• realizzazione della versione definitiva del sito;
• registrazione del marchio/logotipo Frame;

Obiettivo 02 _ per le azioni dell’obiettivo 02 sono attori: team di Frame, designers, tutors e aziende.
Inizio dell’ attività di Frame: promozione del progetto; riscontri e ricerche di adesione al progetto da parte delle aziende e dei designers, redazione dei briefing di progetto, inizio e esecuzione dell’attività di progettazione.

Azioni dell’Ob. 02
• messa in rete della versione definitiva del sito (team);
• regolamentazione delle adesioni: la firma dei patti fra Frame e aziende/designers/tutors;
• implementazione delle adesioni al progetto -aziende, designers, tutors- (team);
• monitoraggio delle adesioni al progetto (team);
• avvio alle attività di progettazione: definizione dei briefing (team, tutors, aziende), assegnazione dei progetti
(team, tutors, designers), definizione dei gruppi di progetto (tutors, designers) ;
• inizio delle attività di progettazione (tutors, designers);
• monitoraggio e gestione delle attività di progettazione (team, tutors);

Obiettivo 03_ nelle azioni dell’obiettivo 03 sono coinvolti tutti gli attori.
Frame in attività: implementazione delle adesioni, promozione di Frame attraverso i risultati raggiunti, conclusione
dei contratti di vendita dei progetti e messa in produzione/vendita dei prodotti.

Azioni dell’Ob. 03-le azioni dell’ob. 03
• monitoraggio e implementazione delle adesioni al progetto (team);
• monitoraggio e gestione delle attività di progettazione (team, tutors);
• attività di progettazione (aziende, tutors, designers)
• attività di vendita dei progetti (team, tutors, designers, aziende)
• selezione dei progetti invenduti e esposizione dei progetti nella Frame gallery (team, tutors);
• messa in produzione/vendita dei prodotti (aziende)
• diffusione dei risultati raggiunti (team)
03.00_ Il team di Frame (Cfr. Allegato curricula)
Il team di Frame è composto da architetti e designers, diversamente impegnati in attività di design di processo/prodotto/servizi e di design di comunicazione; le attività del team comprendono la progettazione e la ricerca nei campi delle attività produttive design-oriented, sull’innovazione di prodotto e sul design come di sistema di valorizzazione del territorio.

Nello specifico, mario buono e caterina fiorentino, architetti, sono docenti presso la Facoltà di Architettura della S.U.N., Dipartimento Industrial DEsign Ambiente Storia; silvia pelosi, architetto, ha concluso il Dottorato di ricerca in Design Industriale Ambientale ed Urbano, Dipartimento IDEAS; giuseppe vaccaro, architetto, è borsista presso il Dipartimento IDEAS; giovanna palladino ha conseguito la laurea triennale presso il Cdl in Disegno Industriale per la Moda/SUN; giampaolo tucci ha conseguito la laurea triennale presso il Cdl in Disegno Industriale per la Moda/SUN e il Master Degree in Interaction Design, Domus Academy, Milano.
_ L’attività del team di Frame: avvio del progetto e sua attività.

Il team di Frame individua tre campi relativi all’innovazione di impresa:
• quello che attiene agli aspetti legati al design di prodotto/processo/servizio
• quello che attiene alla relazione comunicativa d’impresa (con clienti/fornitori/stakeholders)
• quello che riguarda l’organizzazione dell’impresa, che può essere di tipo tecnologico e/o organizzativo
Intervenire nel processo produttivo e di vendita con l’innovazione e grazie al design significa trasferire e mettere in atto pratiche e conoscenze che permettono all’impresa di comprendere il cambiamento trasferendolo sul mercato sotto forma di valore.
I compiti del team di Frame sono:
Nella fase di avvio del progetto
a. realizzare la piattaforma web e metterla in attività;

b. coinvolgere direttamente le imprese per la loro adesione al progetto;

c. individuare una serie di tutor di progetto;

d. comunicare a designers e aziende l’esistenza e i contenuti di Frame;

e. individuare quale alleato al progetto una consulenza legale;

f. redigere un regolamento per la partecipazione a Frame;

g. redigere i format di adesione al progetto da parte delle imprese, dei tutors e dei designers;

h. registrare il marchio/logotipo Frame
Nella fase di vita del progetto:

a. selezionare i candidati designers e monitorarne la distribuzione in gruppi di progetto;

b. selezionare e invitare i tutors e supportarli nelle azioni di progettazione;

c. coinvolgere le imprese ad aderire al progetto;

d. fornire dei format redatti con la consulenza legale per la stesura dei patti e dei contratti;

e. gestire l’andamento e l’attività del portale, e tenere aggiornati i partecipanti al progetto;

f. comunicare all’esterno, con occasioni e modalità opportune, i risultati di Frame;

g. pubblicizzare l’esistenza di Frame;

h. di concerto con i tutor di progetto e con le imprese:
1. interpretare le esigenze delle imprese
2. redigere i documenti progettuali (briefing di progetto e aggiornamenti)
3. monitorare le fasi di progettazione
4. organizzare e assistere ai confronti sui progetti fra designers/tutors e imprese

i. di concerto con i tutor di progetto , le imprese e i designers
1. assistere designers e aziende nelle transazioni di vendita/acquisto dei progetti
2. assistere le imprese nella realizzazione dei prodotti

03.01 _ Gli Alleati che abbiamo
a) Sin dall’avvio del progetto Frame ha la partecipazione del CCC, Consorzio ceramisti Cavesi (vedi curriculum in
allegato), questo assicura due aspetti utili ai fini dell’inizio dell’attività e del suo svolgimento:
• la possibilità di confronto con le difficoltà che una realtà produttiva, presa ad esempio può avere;
nell’uso e nella fiducia del medium telematico;
• la possibilità di confronto sui contenuti del progetto;
• la presenza di una realtà produttiva sin dall’avvio delle attività.
03.02 _ Gli Alleati che avremo
a) il team di Frame si propone di trovare l’indispensabile consulenza legale, esperta in diritto d’autore, in proprietà
intellettuale e in design collaborativo.
Al fine di redigere un regolamento, e di valutare dei format predisposti ai patti tutelativi necessari all’attività di
Frame, nonché disponibile alla stesura dei contratti di vendita/acquisto dei progetti.
Le questioni che richiedono la presenza di una consulenza legale sono di seguito, sinteticamente accennate:
• i contratti di acquisto/vendita dei progetti
• i patti di riservatezza degli aderenti al progetto
• paternità/diritto d’autore/royalities
• registrazione del marchio Frame

b) Alleati del progetto sono, ovviamente, le imprese campane e i designers.
Il coinvolgimento delle aziende campane è l’attività che, all’inizio del progetto, impegnerà molto lo staff di Frame; almeno sino al momento in cui non vi saranno dei risultati riguardanti Frame, utili quali elementi di convincimento, il team di Frame si avvarrà delle sue relazioni già esistenti e del proprio curriculum per interessare le aziende ad aderire al progetto.

03.03_ Gli Alleati che potremmo avere
a) Il successo delle imprese è determinato, anche, dalla capacità di innovazione in risposta alle esigenze avvertite dai consumatori e dagli utilizzatori. Dalla necessità che ogni processo innovativo, in qualunque campo specifico di applicazione, venga inquadrato in un processo di valutazione che abbia come riferimento l’utenza, deriva la possibilità di inserire all’interno di Frame un’area di dialogo con i “non addetti ai lavori”, che Frame chiama:

• blog degli esploratori di emozioni
L’ipotesi di avere un’utenza commentante, si configura -all’interno di Frame- come un esperimento a latere dei processi progettuali, che sono stati precedentemente descritti.·Questa condizione di vita al margine dell’andamento principale nasce dalla consapevolezza che i risultati del blog degli esploratori di emozioni -proprio in quanto esperimento- sono difficili da prevedere, e il loro contributo al progetto sarà orientato da una “navigazione a vista”.·
Ciò nonostante, Frame non vorrebbe rinunciare alla possibilità di ricevere, registrare e utilizzare -al meglio possibile- commenti sfacciatamente emotivi o legati alle abitudini d’uso. Quindi il blog è la possibilità di ricevere commenti sui contenuti dei progetti realizzati e acquistati dalle aziende, in modo da potere valutare, sia pure parzialmente, eventuali adattamenti in fase di produzione, che possono derivare dalla volontà di personalizzare l’oggetto, oppure dimodificarlo secondo consuetudini d’uso particolari o legate a culture differenti.
Altra possibilità, legata al blog, è quella di ricevere sollecitazioni e suggestioni progettuali·su temi e argomenti che il team di Frame considererà interessanti per lo svolgimento dei progetti.

b) Inoltre, il team di Frame, in virtù di quanto esposto in precedenza -ovvero delle attività necessarie al buon funzionamento del progetto- valuterà la possibilità di ampliare il suo numero di componenti.

04.01_ La tempistica (da completare)
04.02 _ Il budget (da completare)
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Frame_29sett.

scritto da caterinafiorentino il 29-09-2008

I prossimi passi da far compiere al progetto:
Passo 01
- prossimo passo: appuntamento per martedì 07 ottobre per discutere sui seguenti quattro punti, e su quanto verrà fuori dall’incontro.
01 - Come costituire il gruppo dei proponenti il progetto?
- Attualmente i partecipanti al progetto “attivi” sono sia interni sia esterni all’Università, poiché il presupposto è che chi vi sta lavorando continui a lavorarci -con competenza, entusiasmo e, per gli “esterni”, con compensi/costi- le domande sono:
- per ripartire gli eventuali finanziamenti sin dal principio è possibile avere dei co-proponenti?
- insieme ad un Dipartimento Universitario i co-proponenti possono essere persone singole (e con quali caratteristiche) o è il caso di prevedere una Associazione Temporanea di Scopo?
- Queste stesse domande dovrò porle in Facoltà.

02- network - nuove competenze provenienti da Kublai.
La prima domanda riguarda anche i nuovi partecipanti che mi auguro provengano da kublai.
- Frame ha bisogno di competenze attive che al momento non ha, ovvero di persone che si occupino di studiare e configurare i “patti”, ovvero i contratti fra Frame/designers/aziende. (diritto d’autore e copyleft).

03- punti deboli del progetto
- Frame ha un punto debole evidente: come sopravvivere a finanziamento esaurito; forse è opportuno discutere questo punto e le sue eventuali soluzioni.

04- commenti sui contenuti e sull’articolazione del progetto
- vorrei commenti, perplessità e suggerimenti.

Passo 02- continuare con la stesura del progetto; già molto materiale è pronto per essere organizzatoa: del progetto del sito, sono pronti gli schemi dell’architettura, i link e le azioni per ogni pagina e una serie di pagine tipo; sempre per il sito è pronto anche un preventivo/è quasi pronto il progetto del logotipo Frame/sono da completare tutte le parti dell’indice che non compaiono nel testo, ed è tutto da correggere e perfezionare/sono completamente da fare timetable e prospetto economico e finanziario.

INDICE
1.00 - Frame in 7 punti
2. 00 - Il cuore dell’idea
2.00.1 - Frame e l’identità territoriale
2.00.2 - Come funziona: Frame in attività
3.00 - Frame e il territorio campano
3.01 - Obiettivi di Frame e sviluppo locale
4.00 - In cosa Frame è innovativo/nuovo/diverso
5. 00 - Le persone di Frame
5. 00.1 - lo staff di Frame
5. 00.2 - i tutors
5. 00.3 - i designers
5. 00.4 - le aziende
5. 00.5 - il blog degli esploratori di emozioni
6 00 - Piano delle attività
6. 01 - obiettivi e azioni
6. 02 - timetable
7. 00 - Prospetto economico e finanziario
Allegato 01 - Architettura del sito: pagine, contenuti e azioni
Allegato 02 - Frame: logotipo e piano di comunicazione
Allegato 03 - Curricula

1.00 - Frame in 7 punti
01_Frame si configura come un laboratorio permanente di progettazione (prodotto-servizio-comunicazione) in co-design. Partendo dagli elementi materiali e immateriali, che compongono il sistema dell’offerta locale, Frame si propone di definire processi progettuali e prodotti (prodotto-servizio-comunicazione) che dichiarino i caratteri distintivi dell’identità del luogo d’origine (regione Campania), in una relazione di condivisione degli obiettivi fra aziende e designers.

02_il luogo dell’attività: la sua attività si svolge fra il mondo delle tre w e il territorio produttivo campano, composto da aziende artigianali e PMI.
Il progetto è replicabile per altre realtà produttive locali, ed è aperto allo scambio fra più regioni.

03_lo scopo di Frame è l’innovazione di prodotto in co-design, come promotore di sviluppo per le PMI e le attività artigianali campane. Ovvero, lo scopo di Frame è quello di mettere in atto un modello di progettazione “comunitaria” indirizzata all’innovazione di prodotto e alla messa in produzione di nuovi oggetti/prodotti che siano una occasione competitiva per le attività artigianali e per le imprese campane, che aderiscono al progetto.

04_gli attori di Frame: i principali attori di Frame sono: lo staff, i designers, le imprese, i tutor.
Attore co-protagonisti è il blog degli esploratori di emozioni.
Le aziende che aderiscono al progetto si propongono di condividere -con dei progettisti, con lo staff di Frame, con altre realtà produttive e con il blog degli esploratori di emozioni- un processo di innovazione di prodotto, a partire dalla loro consolidata esperienza produttiva e dall’interesse a modificare la loro produzione; intendendo l’innovazione di prodotto come la chiave interpretativa adatta ad equilibrare i due aspetti dell’identità locale, ovvero la coerenza con l’identità nel tempo, da un lato, e la coerenza con quello che distingue, e che deve continuare a distinguere, una realtà da un’altra, quindi con gli opportuni processi di adattamento alle esigenze attuali.
Ma la vera protagonista del progetto è l’InterAzione fra i vari attori e fra questi e il territorio.

05_i vantaggi che Frame offre sono:
05.01 - i vantaggi per i designers, che aderiscono al progetto, sono:
a) di operare all’interno di un gruppo di lavoro basato sul confronto e sulla possibilità di integrare competenze, di sperimentare l’evoluzione di un progetto in co-design, che è una possibilità differente da quella comunemente usata dai gruppi di progettazione o dai workshop;
b) di lavorare su reali necessità proposte dalle aziende e dai tutors di progetto e di venire a conoscenza, oppure, di arricchire la loro consapevolezza rispetto ai prodotti e ai processi produttivi di una determinata realtà territoriale;
c) di essere tutelati da un “patto”, che protegga il diritto d’autore e la paternità dei progetti e regoli le transazioni economiche con le aziende;
d) di venire assistiti dallo staff di Frame, nelle relazioni con le aziende.

05.02 - i vantaggi per le aziende campane, che aderiscono al progetto, sono:
a) di potere partecipare allo sviluppo di idee e di progetti innovativi di cui condividono e comprendono necessità, bisogni e processi;
b) di potere sviluppare progetti in sinergia con altre aziende della rete Frame (regionali e, in futuro, anche non regionali);
c) di trovare in Frame un laboratorio permanente di progettazione e sviluppo sul tema dell’innovazione di prodotto e di processo;
d) di avere la possibilità di relazionarsi con designer provenienti (attraverso il web) da differenti realtà territoriali e diverse esperienze;
e) di sviluppare prodotti che conservino l’identità locale ma che siano “spendibili” rispetto alle esigenze del mercato, ovvero che interpretino la vocazione all’innovazione e la valorizzazione della tradizione produttiva locale.

05.03 - i vantaggi per lo staff di Frame sono:
a) di verificare l’esercizio di un modello progettuale comunitario; di verificare, dunque, le possibilità e gli esiti dell’integrazione di risorse e attori in un processo progettuale e nella gestione della innovazione del sistema-prodotto;
b) di avere un rapporto continuativo con le realtà produttive locali, interpretando, di volta in volta, le esigenze di ognuno, individuando tendenze e lavorando sulla configurazione di scenari progettuali in aderenza con la realtà territoriale;
c) di monitorare il territorio campano, individuando le risorse presenti e le potenziali vocazioni.

06_i prodotti di Frame:
- prodotti intermedi sono progetti innovativi pronti per la messa in produzione; nati dalla collaborazione fra imprese e progettisti, e tutor di progetto all’interno del laboratorio Frame;
- altri prodotti intermedi sono i prototipi, la cui realizzazione è, ancora, curata dall’intermediazione di Frame;
- prodotti finali sono gli oggetti/prodotto la cui realizzazione e immissione sul mercato è affidata alle aziende partecipi del progetto;
- altro prodotto di Frame è un marchio registrato che accompagni, insieme alla paternità dei progettisti e al marchio delle aziende produttrici i prodotti nati dall’attività di Frame;
- prodotto immateriale sono le relAzioni, la “comunità” Frame e la condivisione di un sapere esperito comune.

07_Frame e lo sviluppo locale.
In termini di sviluppo locale, i risultati di Frame saranno caratterizzati:
- dalla realizzazione di una rete di imprese/artigiani trasversale rispetto alla tipologia produttiva, che può generare rapporti inediti tra realtà produttive differenti per la realizzazione di una o più linee di prodotti;
- dalla realizzazione di un nuovo rapporto tra il mondo imprenditoriale/artigianale locale e le risorse creative;
- dallo studio del cambiamento dei comportamenti e del consumo, che come operazione interna alla disciplina del design, rappresenta un detonatore per l’innovazione;
- dal confronto fra le effettive esigenze aziendali e le potenzialità;
- dalla gestione di un processo progettuale, teso all’innovazione di prodotto, e al consolidamento del rapporto fra luogo di produzione e artefatto;
- dall’attenzione al dato ambientale che sarà un indicatore caratterizzante i progetti/prodotti.

2.00 - Il cuore dell’idea
parole chiave:
interAzione (persona/oggetto/prodotto/progettista/progettisti/aziende/mercato/utenza/luoghi);
progettazione condivisa;
innovazione di prodotto e di processo;
sviluppo locale.

Frame ha trovato le sue motivazioni:
- nella convinzione che la pratica del design, orientata all’innovazione di prodotto e di processo sia uno strumento per la promozione delle realtà produttive, per la trasformazione socio-economica e culturale;
- nella fiducia in un processo progettuale condiviso;
- nella fiducia nel medium della rete;
- nelle caratteristiche della realtà produttiva campana;
- nell’intimo rapporto che gli utenti e i progettisti hanno con gli oggetti; e nella vocazione che gli oggetti hanno nello stabilire relAzioni.
- nella volontà di creare un spazio attivo d’incontro tra la creatività e la produzione, ovvero -non tanto di indagare sulla potenzialità creativa delle idee di trasformazione- ma di confrontarsi con quella che Frame definisce come la vocazione all’innovazione degli oggetti/prodotti, all’interno delle specificità di una realtà produttiva.

2.00.1- Frame e l’identità territoriale.
Frame parte dalla convinzione che il design, soprattutto, quando articolato secondo un processo progettuale condiviso, sia uno strumento appropriato per la trasformazione socio-culturale.
Ed è per tale abbrivio che si è profilato tutto lo spazio necessario per considerare che i valori di aggregazione, integrazione, differenziazione, nonché un particolare rapporto con il territorio, sono caratterizzanti per quanto attiene a qualsiasi attività progettuale e produttiva che abbia come obiettivo la produzione di cultura insieme al profitto. In tal senso, la promozione del prodotto non è mai obiettivo solitario, né è attività solitaria la progettazione di oggetti/prodotti.

Frame parte dal presupposto che l’identità territoriale, risultato di processi storicamente interpretabili, non sia un dato immobile, bensì la risultante di un sistema complesso di relazioni, di esigenze di capacità/possibiltà, e che, proprio in quanto tale, sia sempre in tras-formAzione.
Difatti il processo identitario non si configura come l’adesione ad una immagine prestabilita, ma come l’aderenza a delle “qualità differenzianti” la cui esigenza di attualità e contemporaneità, va, di volta in volta, affrontata in chiave progettuale.

In tal senso la disciplina, ma soprattutto la pratica del design, si configura come una possibilità appropriata alle esigenze di continua modificazione che una viva realtà territoriale propone, e che -nella salvaguardia delle caratteristiche identitarie- possono essere espresse, anche, attraverso l’innovazione di prodotto.
La pratica del design, difatti, mette a disposizione competenze sull’esigenza ad innovare realizzando percorsi progettuali e comunicativi, nelle cui soluzioni sono coinvolti -e partecipi- soggetti e destinatari.

- prodotti e identità locale. Frame si propone di agire all’interno di quel rapporto, quasi univoco, legato alla produzione tipica dei luoghi, dal quale derivano le specifiche di qualità e specialità dei prodotti.
La relazione con i luoghi passa attraverso gli oggetti della produzione; l’abitudine associativa -consolidata nella mente del consumatore- è l’assicurazione, legata all’idea di tipico, nonché a volte di folkloristico, di entrare in contatto con un sapere locale, con un valore legato alla tradizione di un luogo e non di un altro.
Il valore della tradizione e dell’unicità di prodotto sono parte di un intenso legame fra le entità produttive e l’identità di prodotto che è fortemente consolidata rispetto alla produzione artigianale o semi-artigianale, e che costituisce un punto di forza dei prodotti e dei luoghi coinvolti da questo legame.
La presenza di una tradizione consolidata -fatta di “mestiere”, di storia, di antropologia, in una di cultura produttiva locale– è fonte di ricchezza per i luoghi e per i suoi abitanti ed è, parallelamente, una dichiarazione di identità.

In tal senso si comprende che il lavoro possibile è quello sulla costruzione e il rafforzamento di un immaginario d’identificazione simbolica fra luoghi, le entità produttive e l’identità dei prodotti, e che questo tipo di premessa progettuale ha implicazioni socio-economiche -nella conoscenza e nella gestione delle risorse locali, materiali e immateriali.
Per far ciò Frame propone una metodologia progettuale che potremmo definire come passaggio dal luogo al logos, ovvero da un’entità fisica a una “immagine/prodotto” che comunica, raccontando, l’articolazione di un ragionamento e di una interpretazione, che in sé trova la misura per la narrazione e i contenuti di quanto rendere manifesto.
Da queste premesse parte il progetto le cui attività/ruoli sono descritti di seguito.

2.00.1 - Come funziona: Frame in attività
Frame si configura come un laboratorio permanente, in rete, all’interno del quale i progetti sono svolti in co-design.
Su ogni progetto lavorano, con la supervisione e il sostegno dello staff di Frame:
- una o più aziende campane;
- un tutor di progetto italiano o straniero;
- un team di designers di prodotto e di comunicazione di prodotto
con la “partecipazione straordinaria” del blog degli esploratori di emozioni.

• i “patti” di Frame
- Ancora prima che Frame sia in attività, o meglio prima che i vari membri inizino le loro attività, ed entrino in relAzione, è prevista l’adesione ai “patti” di Frame.
La stesura dei “patti” è determinante per il funzionamento del progetto, perché è la soluzione per risolvere i seguenti nodi:
- descrivere e definire diritti e doveri di Frame;
- descrivere e definire i ruoli e le azioni dei vari attori, i loro compiti e le retribuzioni;
- trovare una formula che protegga i progetti, la paternità e il diritto d’autore;
- trovare una formula per cui le aziende siano vincolate a retribuire i progettisti nel caso in cui decidano di mettere in produzione un prodotto, anche a distanza di tempo;
- trovare una soluzione per la suddivisione del compenso/paternità fra i vari designers che compongono un team;
- assicurarsi che accanto al marchio di fabbrica vi siano i nomi dei designers e il logotipo Frame;
- assicurarsi che in fase di messa in produzione i progetti non subiscano modifiche non concordate all’interno di Frame;
- definire le modalità per la messa in produzione dei prodotti: numero di pezzi, distribuzione …
- descrivere le modalità, gli impegni e l’entità degli investimenti che Frame si propone di affrontare, ovvero:

  • definire in che misura Frame si propone di finanziare i prototipi, e secondo quali preferenze e modalità;
  • definire se e in che misura Frame si propone di retribuire dei progettisti selezionando alcuni progetti e finanziando la messa in produzione nel caso in cui le aziende, seppure interessate, non abbiano la disponibilità;
  • definire in che misura Frame è responsabile della diffusione dei risultati, ovvero chiarire che aldilà della diffusione dei risultati non sono previste azioni e spese per la promozione dei prodotti.

- E, ancora, nei “patti” potrebbe rientrare la soluzione –o una parziale soluzione- alla sopravvivenza di Frame oltre i finanziamenti pubblici e oltre il consueto uso della pubblicità; ovvero si potrebbe ipotizzare che parte dei proventi delle vendite dei prodotti debba, dalle aziende essere rivestita per la sopravvivenza del progetto.

L’adesione ai patti avviene contestualmente alla registrazione a Frame, prima della quale lo staff di Frame è disponibile per qualsiasi chiarimento.

Frame in attività e i suoi elementi caratterizzanti:
a) Il Briefing di progetto. Ovvero il documento iniziale da cui muovono la discussione e le operazioni progettuali, è fornito, come struttura base dallo staff di Frame.
La proposta di un’idea progettuale -di un’esigenza, di una suggestione, oppure di una intuizione- dà inizio al processo progettuale. Il Briefing nasce da una prima discussione fra Tutor di progetto e azienda/e, con la collaborazione dello staff di Frame, e grazie alle suggestioni provenienti dal blog degli esploratori di emozioni.

b) Il Briefing di progetto e l’orientamento progettuale. L’ipotesi da cui Frame prende avvio è che il ruolo dei tutors e dello staff di Frame sia centrale per la definizione dei contenuti progettuali e dei temi generali della ricerca progettuale.
Vale a dire che, nella definizione del briefing di progetto, le singole esigenze e le specifiche potenzialità delle imprese partecipanti al progetto sono da convertire o, meglio, da interpretare, secondo logiche più generali e soprattutto collettive. In tal senso il ruolo dei tutors e dello staff di Frame è quello di individuare delle tematiche progettuali che, all’interno dell’innovazione di prodotto e di processo, riconducano le potenzialità delle imprese e il loro patrimonio di conoscenza e abilità, all’interno di aree di ricerca progettuale che mirino all’esplicita relazione fra il territorio, l’ambiente e i prodotti.

c) Il team di progetto. Definito il Briefing di progetto si ha l’avvio alla progettazione con la definizione del team progettuale; un team composto per adesioni volontarie e competenze fra i membri designers di Frame. Le fasi di progettazione sono articolate secondo un protocollo, che ha lo scopo di monitorare le fasi di avanzamento del progetto, di informare e coinvolgere le imprese, di aggiustare il tiro progettuale. Di verificare, dunque -di concerto fra imprese, tutor e designers- le tecniche di realizzazione e le innovazioni di prodotto e di processo possibili, sia rispetto alla attualità, sia in vista delle future possibili intenzioni di trasformazione dei processi produttivi o degli orientamenti di mercato.
Per tale scopo il protocollo progettuale prevede degli appuntamenti fra i partecipanti al progetto e delle scadenze per inserire in rete le evoluzioni progettuali.

d) La scheda di progetto e le fasi progettuali in Frame. Al momento si propone che il processo progettuale vada descritto e articolato in una scheda di progetto, che arricchisca e modifichi, in itinere, il briefing di progetto iniziale, in modo da avere sia un “diario di progettazione” sia una relazione di progetto a cura del tutor, e condivisa dalla azienda/e e dai designers. Si immagina che il processo progettuale sia articolato nelle seguenti fasi: ricerca/analisi; concept generation; concept definition; possibili direzioni progettuali; definizione prodotto/i; dettagli e progettazione; selezione delle soluzioni più efficaci rispetto agli scopi; dettagli e progettazione esecutiva; prototipazione; modifiche successive alla prototipazione; redazione dei grafici di progetto esecutivi e definizione del processo di realizzazione.
- A seguito della conclusione del processo progettuale interviene il contratto per la messa in produzione dei prodotti.

e) Monitoraggio della progettazione e riunioni di lavoro. Per ognuna delle fasi è prevista una “finestra di visibilità” in modo che le aziende indirizzino la via progettuale secondo le loro esigenze di mercato e le loro possibilità di realizzazione, nonché la disponibilità di impegnare investimenti nella messa in produzione.
In relazione alle persone e alle fasi ci sarà da parte del tutor un sistema di rewards che da crediti ai designers in relazione al loro apporto al processo progettuale. Tali crediti prima di tutto permettono ai designers di orientare il progetto, e possono, anche, essere un sistema per valutare la percentuale di paternità (?). Il sistema di rewards dovrà essere definito con un rapporto da virtuale a reale magari in percentuale.

f) Selezione delle soluzioni progettuali
g) Realizzazione dei prototipi e progetti esecutivi
h) messa in produzione
COMPLETARE

n.b. L’organizzazione del laboratorio e il processo progettuale che Frame propone coincidono, in gran parte, con la struttura del sito, che è descritto e illustrato nell’Allegato 01.

3.00 - Frame e il territorio campano

In questo paragrafo sono descritte alcune caratteristiche del territorio produttivo campano, lette attraverso le produzioni che nel tempo hanno definito le filiere e i distretti industriali.
L’obiettivo è tracciare un breve percorso evolutivo dei prodotti caratteristici della tradizione campana evidenziando il legame con il territorio e la società lavorativa e, nel contempo, le problematiche che ostacolano uno sviluppo lineare delle realtà imprenditoriali .
Successivamente si definisce il ruolo del design, attraverso gli strumenti e le metodologie proprie della disciplina, in relazione alle problematiche evidenziate e i potenziali percorsi evolutivi definiti dalla disciplina
Infine si analizzano i rapporti tra il progetto Frame e il territorio in termini di sviluppo locale e le possibili relazioni che la piattaforma innescherebbe tra differenti realtà produttive e tra le stesse e le risorse creative disponibili -non soltanto nell’ambito del territorio campano-
rispetto alle vocazioni all’innovazione del territorio campano.

Il territorio campano -letto come territorio produttivo- è ricco di potenzialità non sempre sfruttate in pieno, ed è caratterizzato da tipologie produttive talmente radicate che De Crescenzo (Le industrie del Regno di Napoli, Napoli, 2002) descrive come «iscritte nell’imprinting della regione». Già dall’epoca di Ferdinando II, ad esempio, l’economia regionale vantava la presenza di settori produttivi che a tutt’oggi rappresentano delle eccellenze nel panorama nazionale quali il tessile (seterie di San Leucio), le ceramiche (Capodimonte e Vietri), il corallo (Torre del Greco) o ancora il comparto nautico, il conciario e naturalmente la produzione di alimentari e bevande.
La storia economica locale è strettamente connessa con le alterne vicende (non sempre positive) che hanno influenzato l’economia del Mediterraneo e nonostante ciò alcune attività sono così legate al territorio da attraversare indenni anche i periodi meno felici.
La stessa geografia regionale è caratterizzata dalla localizzazione secolare di alcune tipologie produttive prevalentemente nelle medesime aree. Ciò ha dato origine alla formazione di comunità lavorative altamente specializzate nel proprio lavoro, capaci di superare una non perfetta macchina organizzativa a favore di prodotti di eccellenza riconosciuta (si pensi alla sartoria da uomo o alla lavorazione dei coralli).
Lo stretto legame con il territorio e con la società che lo vive rappresenta uno dei fattori fondamentali che determinano la qualità delle manifatture campane, soprattutto nel settore dell’artigianato o per quelle imprese che presentano un processo produttivo semi-artigianale. Il rapporto certamente univoco che lega questi prodotti al territorio, la presenza di una tradizione lavorativa consolidata e riconosciuta, il valore dell’unicità di tale lavoro rappresentano fonti di ricchezza per questi luoghi e i propri abitanti, e parallelamente una dichiarazione di identità da preservare e valorizzare.
La Campania si presenta così caratterizzata da imprese di piccola e media dimensione (in linea con l’economia nazionale) in determinate aree geografiche, che creano delle vere e proprie filiere produttive, tra queste ricordiamo la ceramica (Capodimonte, Cava de Tirreni, Vietri sul Mare, San Lorenzello, Cerreto Sannita), il corallo (Torre del Greco), il settore nautico, il vino e l’agro-alimentare, in genere.

Per quanto riguarda la produzione industriale, nel 1997 la Regione Campania ha individuato sette distretti industriali, di questi cinque del settore tessile/calzaturiero (Calitri, San Marco dei Cavoti, San’Agata dei Goti/Casapulla, Grumo Nevano/Aversa, San Giuseppe Vesuviano) uno conciario (Solofra) e uno alimentare (Nocera Inferiore).
La maggior parte delle aziende che appartengono ai distretti del tessile/calzaturiero (è evidente come il sistema moda incida in maniera quasi totale sul peso complessivo) sono terziste e nonostante la competenza acquisita nel tempo hanno risentito della crisi provocata dalla delocalizzazione della produzione verso i mercati dell’est da parte delle grandi case di moda.
Uno spazio sempre maggiore sta acquistando l’agro-alimentare, dalla produzione del vino a quella più consolidata della pasta, delle conserve e dei prodotti caseari.

Le attività produttive descritte hanno un legame stretto (talvolta inconsapevole) con gli strumenti propri della disciplina del design, che può rappresentare quel valore aggiunto in grado di generare interesse verso le produzioni locali, proprio attraverso l’esaltazione dell’intimo legame con il territorio d’origine.
Innovare nella tradizione, con le metodologie progettuali tipiche della disciplina del design, significa individuare e sviluppare nuove forme, nuove funzioni o utilizzi inusuali, recuperando dalla storia e dalle tradizioni locali codici e ritualità.
Un percorso in grado di riconoscere le differenze come fonte di valore, riscoprendo il territorio come patrimonio e instaurando una nuova relazione co-evolutiva fra abitanti/produttori e territorio (la “cura” del territorio) in grado di determinare equilibri durevoli fra insediamento umano e ambiente, riconnettendo nuovi usi, nuovi saperi, nuove tecnologie alla sapienza ambientale storica.
Dal punto di vista progettuale ciò non significa, semplicemente, riproporre forme del passato ma attualizzarle, reinterpretandole secondo una chiave di lettura contemporanea, così da penetrare anche in mercati di rilievo internazionale.
Tralasciando, per un momento, i settori produttivi più affini al design (come il calzaturiero o le ceramiche), l’agro-alimentare può essere considerato certamente un fertile terreno di sperimentazione. Per produzioni campane come il vino, la pasta o i prodotti caseari, esportati in tutto il mondo e riconosciuti come prodotti d’eccellenza, il design potrebbe intervenire individuando, ad esempio, soluzioni per un packaging più sostenibile dal punto di vista ambientale o in grado conservare la qualità dei cibi, attraverso l’utilizzo di materiale innovativo o di nuove tecnologie o ancora reinterpretando antiche ritualità nel modo di proporre e consumare i cibi, dando vita, in questi ultimi casi, a progetti comuni tra più aziende.

• Si è già detto che una delle motivazioni di Frame risiede nelle caratteristiche produttive del territorio campano. Accanto ai vantaggi propri della localizzazione, in un’area geografica ristretta, delle medesime realtà produttive -che si manifestano nello scambio dei saperi, delle attrezzature o delle stesse risorse umane- esistono delle condizioni sfavorevoli come il sorgere di processi imitativi che determinano l’appiattimento delle produzioni (es. ceramiche di Capodimonte o i coralli di Torre del Greco).
Se questo da un lato ha trasferito, nel tempo, una tipicità ai prodotti, riconoscibili dai colori e dai disegni come identificativi di un luogo, dall’altro ha impedito la ricerca di forme e tipologie nuove e di conseguenza non ha permesso la pratica della creatività; con l’avvento della nuova generazione imprenditoriale, più attenta alle linee progettuali indicate dai mercati internazionali, questo disagio si è reso più evidente attraverso delle vere e proprie richieste d’innovazione.

- Frame, agendo in maniera trasversale nei confronti di tutte le realtà produttive interessate, diviene la piattaforma in cui, grazie ad un continuo monitoraggio, si accolgono le esigenze delle imprese e si individuano le soluzioni più idonee attraverso l’utilizzo di una nuova forma di progettazione condivisa.

- Un altro obiettivo di Frame in relazione al territorio sarà l’individuazione delle risorse creative attraverso un continuo confronto con i designer e i progettisti campani. Naturalmente avranno le medesime opportunità degli altri progettisti/designer interessati non campani, tuttavia la presenza sul territorio regionale (se pur virtuale) di una struttura di connessione con le realtà produttive locali non potrà che rappresentare uno stimolo maggiore alla creatività.

- Altro contributo di Frame consiste nella creazione di una rete di connessione tra le aziende,così da innescare collaborazioni inusuali tra produzioni apparentemente lontane tra loro. Il trasferimento di conoscenza rappresenta uno dei parametri che concorrono a definire il concetto di innovazione. Creare una rete di scambio consente l’attivazione di un sistema di relazioni che, coinvolgendo competenze realtà produttive differenti del territorio, sia in grado di favorire l’integrazione e, soprattutto, di costituire uno spazio di collaborazione per individuare problematiche, possibilità di sviluppo, ambiti di ricerca, temi progettuali, settori per la sperimentazione dei processi, dei prodotti, volta al superamento delle dimensioni spaziali e territoriali, per consentire una pronta risposta alle sollecitazioni e ai cambiamenti provenienti dall’esterno. La rete avrà lo scopo di agevolare la circolazione di conoscenze, idee e creatività tra i soggetti coinvolti, instaurando, nel contempo, un sistema di condivisione dell’innovazione, destinato a dare qualità alla ricerca e allo sviluppo di nuovi prodotti e processi, introducendo una metodologia di lavoro innovativa.

3.01 - Obiettivi di Frame e sviluppo locale
Gli obiettivi di Frame in relazione alle potenzialità del territorio e allo sviluppo locale sono:
- avvicinare le imprese alla disciplina del design, così da renderle competitive sul mercato internazionale
- far emergere le risorse sommerse del territorio;
- creare un punto d’incontro/scambio tra le competenze e il know-how delle imprese locali;
- creare una piattaforma di assimilazione e condivisione costante delle problematiche/esigenze/opportunità del territorio;
- creare un circuito che raccordi saperi artigianali, conoscenza, capacità tecnologica e produttiva di differenti ambiti produttivi per lo sviluppo di inedite linee di prodotti;

Le caratteristiche qualificanti dell’identità produttiva campana sono da ricercare certamente nelle tradizioni produttive radicate nel territorio e nell’elevato know-how che nel tempo ha avuto modo di svilupparsi e articolarsi dando così vita a prodotti di eccellenza riconosciuta. Il progetto intende valorizzare l’identità e il genius loci del territorio campano, attraverso la definizione di una strategia innovativa che, tenendo conto del complesso di elementi che compongono l’offerta locale, enfatizzi i caratteri distintivi e identitari di tale offerta, attraverso azioni di comunicazione (in taluni casi definendo nuovi brand o promuovendo azioni di co-branding), progettazione di nuove soluzioni di servizi e di prodotti per l’artigianato locale o per il settore agroalimentare.

- In termini di progettualità si intende operare attraverso processi di problem setting e problem solving (produrre e comunicare attraverso immagini, schemi, mappe); in tal caso fattori determinanti per la riuscita del progetto divengono l’intraprendenza e l’auto-imprenditorialità, ciò si traduce nella capacità di trovare i modi, le risorse, i partner per raggiungere un obiettivo prefissato.
Elemento distintivo è rappresentato dall’attitudine a gestire la complessità, si svilupperanno dunque la capacità di integrare risorse e attori di un processo progettuale, di selezionare le informazioni, di individuare le tendenze e di produrre scenari e infine la capacità di progettare e gestire l’innovazione nelle diverse componenti del sistema-prodotto, in particolare della comunicazione e del servizio.
In termini di comunicazione del progetto saranno sviluppate le capacità di presentare le proprie idee ed i propri progetti e di lavorare a distanza, comunicando tramite sistemi multimediali. Saranno inoltre sviluppate le capacità di usare le strategie di design per innovare nei settori dell’artigianato, dei servizi e del settore agroalimentare.

4 – In cosa Frame è innovativo/nuovo/diverso
a) individuazione e sperimentazione sul territorio di un nuovo modello progettuale replicabile
b) sperimentare l’approccio tipico della progettazione condivisa attraverso il web
c) trasferire i processi progettuali tipici della disciplina del design in settori produttivi apparentemente poco affini alla stessa.
Appunti, COMPLETARE…

5. 00 – Le persone di Frame
Le persone di Frame sono suddivisibili nei seguenti gruppi operativi:
- lo staff di Frame
- I designers
- I tutors
- Le aziende
- Gli utenti/visitatori ovvero il blog degli esploratori di emozioni.

5. 00.1. - lo staff di Frame è composto da persone che sono sia interne sia esterne all’Università.
Compiti e azioni dello staff di Frame
Appunti, COMPLETARE…

5. 00.2.- i tutors
COMPLETARE…

5. 00.3. - i designers. Il progetto Frame prevede che i designers accedano al progetto tramite registrazione sul sito; dato l’accesso previsto non c’è un privilegio di nazionalità o di provenienza.

L’adesione si basa su una conferma di interesse, una esplicita motivazione, la visione del curriculum/portfolio e una dichiarata accettazione dei “patti”.

- Per i designers tre sono le relazioni regolate dai patti: designer-designers; designers-azienda/e; designer-Frame
Per esperienza, non dovrebbe risultare difficile, per Frame, ricevere adesioni e interesse da parte dei designers, perché lo spirito del progetto si accorda, con facilità, alla disponibilità, propria dei progettisti a sperimentarsi e a partecipare ad iniziative collettive e a contribuire, loro stessi, al diffondersi di un progetto, di una possibilità.

Mentre di certa complessità e fatica è coinvolgere le imprese.
- Ciò nonostante, le esperienze di ricerca, di laboratorio e di tirocinio già condotte –da una parte dei componenti dello staff di Frame- insieme ad aziende campane cosituiscono un patrimonio di relazioni e di sperimentata collaborazione, tale da potere costituire una premessa rassicurante per il funzionamento di Frame.

5. 00.4. - le aziende. In fase di avvio Frame si propone di coinvolgere quelle aziende campane la cui predisposizione, in termini di interesse all’innovazione di prodotto/processo e al ruolo del design, è già stata verificata mediante collaborazioni, di varia natura (dai tirocinî degli allievi alla partecipazione a progetti di ricerca).
Facendo riferimento agli obiettivi di Frame (Cfr. punto 6.01) è evidente che il coinvolgimento delle aziende campane è l’attività che impegnerà maggiormente lo staff di Frame, soprattutto all’inizio del progetto, ovvero sino al momento in cui non vi saranno dei risultati da definire appropriati quali elementi di convincimento.
- prototipi. Consapevole del fatto che la progettazione di un oggetto/prodotto non si ferma alla “carta”, Frame si propone di utilizzare parte del finanziamento per la realizzazione e la cura di prototipi, ovvero di affiancare i designers, ma soprattutto l’attività di ricerca industriale delle imprese. La prototipazione è COMPLETARE…
- settori produttivi e aziende da condurre in Frame
COMPLETARE…

5. 00.5. - il blog degli esploratori di emozioni
L’inserimento di questa figura all’interno del progetto parte dal presupposto che ogni oggetto, nel suo mostrarsi e nel suo uso, sia detonatore di relAzioni e fonte di emozioni.
Le premesse, da cui parte la presenza di quest’attore in Frame, sono:
a) l’attuale tormentone sul ruolo attivo dell’utenza, che Frame condivide al punto da volerlo sperimentare;
b) la convinzione che all’interno di un processo di progettazione condivisa la molteplicità, dei partecipanti al coro, costituisca una invitante occasione per rendere effettivi i concetti di molteplicità e differenza.

In realtà, l’ipotesi di avere un’utenza commentante, si configura -all’interno di Frame- come un esperimento a latere dei processi progettuali, che sono stati precedentemente descritti.
Questa condizione di vita “al margine” dell’andamento principale nasce dalla consapevolezza che i risultati dell’esperimento qui proposto -proprio in quanto esperimento- sono difficili da prevedere, e il loro contributo al progetto sarà orientato da una “navigazione a vista”.
Ciò nondimeno Frame non vuole rinunciare a questa possibilità, ovvero alla possibilità di ricevere, registrare e utilizzare -al meglio possibile- commenti sfacciatamente emotivi.
Due sono le possibilità che al momento Frame si propone di sperimentare attraverso il blog degli esploratori di emozioni:
- Ricevere commenti sui contenuti dei progetti in corso d’opera
- Ricevere sollecitazioni e suggestioni progettuali
Frame si propone di non mostrare ai preziosi esploratori commentanti i progetti in corso d’opera, ma di ricevere indicazioni sui contenuti e sui valori dei progetti.
Questa scelta ha due motivazioni:
- la prima risiede nella necessità di proteggere i progetti, in virtù del “patto” interno ai membri di Frame;
- la seconda è nel fatto che mostrare un progetto non è come far toccare e far esperire un oggetto/prodotto.
Rispetto alle motivazioni espresse la scelta di limitare l’azione del blog degli esploratori di emozioni, alla sola fonte di suggestioni, escludendo la possibilità di ricevere commenti sui lavori in corso d’opera; diviene la soluzione più percorribile.
La difficoltà da risolvere e arginare è nell’interpretare linguaggi dissimili, ovvero nel tradurre una serie di linguaggi personali, che provengono da accidenti della rete, e tradurli in suggestioni progettuali.
A tal fine, ovvero per ricevere suggestioni progettuali sfacciatamente emotive, ma facilmente traducibili in indicazioni progettuali, Frame propone che il blog degli esploratori di emozioni abbia un’interfaccia controllata costituita da una sorta di scheda/questionario; i cui contenuti sono, approssimativamente, i seguenti:
- proponi un oggetto da modificare-descrivilo con un testo, oppure inerendo una immagine; paternità, conosciuta/sconosciuta; nome dell’oggetto; uso e commenti sull’uso; bellezza/bruttezza; quale valore affettivo ti lega a quest’oggetto; quale esperienza ti lega a quest’oggetto; quali sensazioni ti dà quest’oggetto; cosa cambieresti dell’oggetto e perché.
Riguardo alla possibilità di ricevere, invece, indicazioni di progetto sui briefing già in atto, le domande proposte riguarderanno i temi di progetto, ad esempio: Cosa intendi per convivialità? Descrivi un comportamento conviviale, oppure il suo opposto.


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