Kublai Award

scritto da augustopirovano il 26-01-2009
Abbiamo dovuto aspettare un po’ per lasciar sedimentare due giorni incredibili.  
Ancora non ci crediamo del tutto ma a quanto pare è proprio vero…CriticalCity ha vinto il Kublai Award!!! 

E’ stata una emozione grandissima…la tensione dell’attesa, i riflettori e soprattutto i sorrisi e la gioia di tutti gli altri finalisti: un’energia incredibile che sarà impossibile dimenticare.

Difficile esprimere a parole quello che proviamo…l’unica cosa che per il momento ci sentiamo di dire è un enorme grazie.  Grazie a tutta la community di Kublai, senza la quale non saremmo mai arrivati a definire così bene il nostro progetto, grazie ad Alberto, a Marco e Tito (è stato bellissimo conoscervi e scoprire che oltre che essere professionisti eccezionali siete anche delle persone splendide!), alla staff incredibile che ci ha assistito e aiutato in questi mesi e che ha realizzato il BarCamp più bello e curato a cui abbiamo mai partecipato: Criscia, Antonella, Marco, Antonio, Velas (per le bellissime foto, compresa quella sopra), Mae e Alfredo.  E Walter!!!

Grazie a Gioia, alle ragazze di gas 2.0 per la simpatia, agli amici di Bookerang per il tifo, agli Affidabili, a Pico, Asian per il bellissimo award, a Mau (peccato che non ci siamo visti!) e a Floriana e Alessio di Val di Noto.

Spero di non essermi dimenticato nessuno…ah!  Giusto altri 4…Caterina, Max, Stefano e Giovanni. Semplicemente fantastici.   I vostri abbracci dopo la vittoria sono stati belli quanto l’aver vinto.

E ora il gioco si fa duro…tutti questi progetti vanno realizzati!
Ma sono sicuro con l’energia che abbiamo dimostrata ce la faremo!

a prestissimo.
Augusto, Davide, Duccio, Matteo & Matteo



CriticalCity – dove siamo oggi

scritto da augustopirovano il 11-12-2008

Cari compagni di viaggio, ultimamente la condivisione del nostro progetto qui su Kublai è stata un po’ difficoltosa – e forse un po’ confusionaria ce ne rendiamo conto – ma siamo convinti che le ultime 2 settimane abbiano segnato un punto fondamentale per l’evoluzione di CriticalCity e pensiamo che per spiegarvi dove siamo arrivati valga la pena ripercorrere insieme la storia che ci ha portato qui.

 

GIUGNO 2008 – si parte!
Dopo quasi un anno e mezzo di sogni, di ragionamenti e di duro lavoro finalmente siamo in grado di mettere online – seppure sotto forma di beta privata – CriticalCity. E’ il momento dell’entusiasmo, quello in cui finalmente si comincia a dare una forma concreta e visibile ad un’idea. Abbiamo molta voglia di testare le potenzialità effettive del progetto e finalmente abbiamo un prototipo operativo per cominciare a farlo. Evviva!

Il sito comincia lentamente a popolarsi di giocatori che iniziano a realizzare le prime missioni sul territorio (wow!), si crea una prima piccolissima community e tutto il nostro tempo è dedicato a sperimentare, scoprire ed analizzare cosa funziona e cosa no.

 

SETTEMBRE 2008 – cominciamo a presentarci
Ci rendiamo conto che – se vogliamo crescere – diventa imprescindibile cominciare a raccontare in giro quello che stiamo facendo e presentarci a partner di ogni tipo e livello. Una attività fino a quel momento completamente trascurata.
D’altro canto la community comincia ad avere aspettative nei nostri confronti. Vuole cominciare periodicamente ad incontrarsi e fare missioni tutti insieme.

Cerchiamo di lavorare sui 2 livelli: da un lato mettendo in pista un calendario settimanale di missioni collettive, dall’altro cominciando a presentare CriticalCity ovunque si presenti l’occasione. La cosa però ci scappa un po’ di mano e rallenta il ritmo di partecipazione della community.

 

OTTOBRE 2008 – nel turbine dell’entusiasmo
CriticalCity genera ovunque un grande interesse ed entusiasmo, e ci sono anche le prime comparse sulla stampa e i primi riconoscimenti…Ma paradossalmente qui cominciano le vere difficoltà: cominciamo a renderci conto che il mostro generato è una brutta bestia!  Tutti si innamorano del progetto e ognuno ci vede un po’ quello che vuole. “Splendido!…sarebbe perfetto per…” “Dobbiamo assolutamente collaborare…”.

Le potenzialità che noi inizialmente vedevamo in CC si amplificano ma perdono progressivamente un focus preciso, con continue aperture verso nuovi usi, applicazioni e obiettivi spesso in contrapposizione fra loro.
Kublai, YAM, Current, Metrocult, InnovationCircus…ognuno ci tira verso una direzione diversa.

Nel frattempo ci rendiamo conto anche che da soli fatichiamo a gestire ed animare la community…abbiamo bisogno di un partner! Ma quale? La sua scelta influenzerà pesantemente la direzione del progetto.

 

NOVEMBRE 2008 – un primo bilancio
Chiudiamo virtualmente una prima fase di test del gioco e cominciamo a portarci a casa alcune considerazioni.

Dai primi mesi di vita di CriticalCity abbiamo capito che:

  1. gioco vs. progetto
    CriticalCity-gioco e CriticalCity-progetto non sono la stessa cosa,  il gioco si presta a diverse applicazioni (piattaforma di partecipazione ludico-sociale Vs. strumento generatore di ricavi economici), il progetto richiede una coerenza di fondo rispetto ai valori di riferimento
  2. meccanismo di gioco limitato
    ci sono dei limiti strutturali nel meccanismo di gioco attuale rispetto alla sua capacità di coinvolgimento dei giocatori
  3. sito poco chiaro
    il sito è poco chiaro e difficile da utilizzare
  4. identità confusa
    l’identità del progetto è poco chiara, anche per questo finora abbiamo fatto fatica a comunicarla ai nostri giocatori
  5. community staff
    è importante prevedere delle risorse specifiche per gestire ed animare la community
  6. comunicazione poco efficace
    Abbiamo bisogno di strategie di crescita efficaci rispetto ai nostri obiettivi
  7. risorse limitate
    Le risorse che abbiamo scarseggiano rispetto alle esigenze del progetto
  8. quale obiettivo?
    Ci sono pochi incentivi e manca un obiettivo finale (sia a livello di gioco che a livello + ampio di progetto) che siano in grado di motivare alla partecipazione.
  9. il divertimento da solo non basta

Comincia anche a porsi urgentemente il problema delle fonti di finanziamento. A settembre ci siamo dati una deadline: entro fine dicembre dobbiamo avere le idee chiare sulla direzione del progetto e dobbiamo aver trovato le prime fonti di finanziamento per il 2009.

Cominciamo quindi ad indagare su quali potrebbero essere le direzioni “profit“ di sviluppo e su quanto sarebbero effettivamente in grado di generare i ricavi necessari per mantenere in vita il progetto.
Da questa fase nasce il progetto postato in Kublai.

 

FINE NOVEMBRE 2008 – bisogna scegliere!
La prima stesura del documento di progetto – per quanto pesantemente influenzata dal momento in cui è stato scritto – è stata una prima occasione per andare in profondità delle cose e per cominciare a rispondere ad una serie di domande:

Cos’è per noi CriticalCity in termini di progetto (a prescindere dal gioco)?

CriticalCity è una piattaforma di riqualificazione ludica e partecipata.
CriticalCity parte dalle reti esistenti (e invisibili) di cittadini e attivisti e moltiplica il loro impatto sull’ambiente urbano proponendo una serie di progetti creativi per il territorio – cosa fare – le indicazioni sui nodi urbani che richiedono un intervento – dove agire – e un ambiente competitivo e ludico in grado di spingere all’azione – perchè agire.

CriticalCity è un progetto in grado di generare ricavi?

Sì. Ma in via residuale, ad alcuni patti e non possiamo certo considerarla la vocazione primaria del progetto.

Da tutto questo consegue una riscoperta del progetto nella sua vocazione originaria: CriticalCity merita di essere sviluppato in coerenza rispetto ai valori che l’hanno fatto nascere.
Ma a questo punto per condurre in porto il progetto e farlo sviluppare coerentemente è indispensabile focalizzare l’attenzione su degli obiettivi precisi.

Cosa ci aspettiamo che CC possa fare per le città? Quali obiettivi misurabili?

 

DICEMBRE 2008 – ricominciamo a progettare
Una cosa l’abbiamo capita: dobbiamo fare un salto di qualità anche in termini di ambizioni.  Quindi non solo gioco ma contributo reale a cambiare qualcosa – anche piccolo ma specifico! – delle nostre città e lasciare un segno tangibile.  L’efficacia della nostra azione futura necessita di una progettazione più profonda.
Il gioco da solo non crea aggregazione tanto quanto la condivisione dei valori alla base del desiderio di cambiamento.

Da un lato abbiamo lo strumento del gioco – generatore di opportunità di cambiamento – dall’altro abbiamo le città e i loro bisogni (che forse non conosciamo così a fondo)
In cosa le città sono più sensibili al cambiamento? Cosa è possibile cambiare attraverso il gioco?

Ed eccoci qui, arrivati all’oggi. Non con le risposte che ci aspettavamo, ma almeno con le domande giuste.

In questo viaggio Kublai è stato di importanza fondamentale, stimolandoci continuamente con domande, suggerimenti, osservazioni, carote… e anche bastoni quando necessario!
E allora appuntamento qui prima della fine dell’anno con il nuovo documento di progetto.



CriticalCity – cronaca di una missione

scritto da augustopirovano il 03-12-2008

Missione: Street Hunting
Luogo di ritrovo: davanti al cinema Mexico
Oario: 21:30  
Partecipanti: più di 30 iscritti

Lunedì scorso era in programma una missione collettiva di street-art.  L’idea era di coniugare un appuntamento di gioco di CriticalCity con la festa di compleanno di BonsaiTV.  In questo modo avevamo anche l’occasione di avere degli operatori per realizzare un mini-reportage professionale della missione!

La giornata comincia male: piove!  E visto che l’idea era quella di usare gessi colorati per trasformare le ombre urbane in splendidi graffiti, la pioggia rischia di mandare tutto a monte!  ma per fortuna ora di pranzo smette.  Una cosa rimane però: la temperatura polare!  Chi sarà tanto coraggioso da uscire di casa e venire a passare una serata per strada con un freddo degno di Helsinki?

In effetti ora delle 21:30 qualche defezione arriva…ma il nocciolo duro c’è.  E c’è perfino un kublaiano d’eccezione!

Com’è andata?   Lo lascio giudicare a voi!

Domani invece postiamo un aggiornamento importante sullo stato del progetto…stiamo riscrivendo da zero il documento e cominciamo a condividere una primissima bozza.



CriticalCity – il concept

scritto da augustopirovano il 26-11-2008

Negli ultimi giorni abbiamo fatto uno sforzo notevole per riuscire a definire cos’è esattamente il cuore dell’idea dietro a CriticalCity e –  se non ci siamo riusciti – pensiamo almeno di esserci avvicinati molto!

   

CriticalCity è una piattaforma creata con l’obiettivo di potenziare le reti di relazioni esistenti – e spesso invisibili – moltiplicando il loro impatto sul mondo reale attraverso il gioco e la tecnologia.

A quali reti di relazioni si rivolge la piattaforma?

Reti di cittadini, studenti, attivisti e consumatori che attraverso CriticalCity amplificano il proprio contributo alla vita dell’ambiente di riferimento.

—–

Che dite? A noi sembra molto forte!

La discussione continua sul ning…qua spieghiamo bene dove ci stiamo dirigendo e la scelta di centralità data alla RLP. Ci date qualche feedback?

Vi sembra che abbiamo finalmente focalizzato come Marco e Alberto chiedono da tempo o a vostro parere siamo ancora nel limbo della indecisione?



CriticalCity: aggiornamenti!

scritto da augustopirovano il 15-11-2008

Ciao a tutti,  intanto ci scusiamo per il ritardo dall’ultimo aggiornamento sullo status del progetto, ma sono state 2 settimane frenetiche per CriticalCity!

1) Innanzitutto è cominciato il trasferimento del nostro server all’interno della più avanzata server farm del mondo!  I rallentamenti e le attese per caricare i contenuti fra qualche giorno saranno un ricordo del passato!

2) La seconda novità importante è che da pochi giorni Critical ha una sua community staff… e dentro c’è anche una kublaiana! E’ fondamentale per un progetto come CriticalCity avere una staff che accolga i nuovi giocatori ed animi la community…e la nostra staff è già carichissima e piena di idee esplosive!

3) Sul frone eventi: CriticalCity parteciperà e si presenterà al RomeCamp di settimana prossima…ci si vede lì?

4) Inoltre (notizia in anteprima per Kublai!) Lunedì 24 novembre sperimentiamo una prima missione in collaborazione con un media partner che ci riprenderà in azione: BonsaiTV!  Un’alleanza destinata a diventare fortissima!

5) Ci siamo incontrati con un altro kublaiano, Fabio Fornasari (alias Asian Lednev) e abbiamo cominciato a parlare di una possibile alleanza CriticalCity-Naba-Kublai…interessante!

6) Stiamo cominciando a pensare ad un piano editoriale per il 2009…eventi e missioni significative…partner e sponsor sul territorio milanese.  Anche su consiglio di Alberto, ci stiamo orientando ad organizzare una missione più grande al mese,  invece che una piccola alla settimana.

7) Oggi CriticalCity è a pag 9 di Alias, l’inserto culturale del Manifesto.  CriticalCity – Alias (PDF).

8 ) Dulcis in fundo…abbiamo finalmente redatto il documento di progetto!!

Domanda tecnica: qual’è il modo migliore per condividerlo qua su Kublai?  Al momento è un file pdf di 35 pagine: aprire una discussione nella pagina di progetto per ogni capitolo?  Però l’impaginazione e le immagini diventa complesso mantenerle!  Help!

Non male no per un progetto che è ancora a budget zero!



Kublai discute CriticalCity

scritto da augustopirovano il 29-10-2008

Ieri sera sull’isola dei creativi la comunità di Kublai ha discusso il progetto di CriticalCity.  Tantissimi sono stati gli spunti e consigli preziosi sia da parte dei Kublaiani presenti (Walter, Asian, Ginevra, Criscia, Emiliano, Pico, Philosfia, e molti altri) che di Alberto e Marco del gruppo di coaching.
Vorrei ringraziarvi tutti a nome dell’intero team di CriticalCity per l’attenzione e la passione che ci avete dedicato finora!

Detto questo riporto i punti salienti trattati ieri sera: sono sicuro che rileggendoli ci sia ancora moltissimo da discutere…

Siamo partiti dalla domanda su cosa si può offrire ad un’amministrazione locale.

  • Alberto dice giustamente che dando in mano il controllo della piattaforma ad un comune si rischia di diventare l’ufficio stampa dell’amministrazione, alienandosi così la community.  Il rischio c’è.
     
  • Walter propone di cominciare a collaborare con educatori di strada  (ad esempio) per cominciare a sperimentarsi in campo sociale con realtà che già collaborano con gli enti locali.
     
  • Viene posta la domanda provocatoria: avere il marchio del comune che patrocina CC è necessariamente un problema?
     
  • Secondo Alberto CC non deve ricevere gli input del comune – su cosa la città ha bisogno e su cosa si può fare -  ma deve diventare piuttosto proattivo nel generare proposte innovative.   Si documenta ogni iniziativa realizzata e si comincia a costruire un track record.
     
  • Ancora Alberto – bisogna ragionare ogni volta sul modo giusto di presentarsi: se con il cappello dei “bravi ragazzi” che vogliono migliorare la città o piuttosto chi fa attività clandestine street/underground.
     
  • Si pone il problema del piano temporale: quando si può cominciare a presentarsi?  Con quale sequenza: Alberto racconta l’esperienza di Kublai che è rimasto sconosciuto alle realtà più blasonate attraverso cui solitamente passano le politiche di sviluppo territoriale finechè non ha raggiunto un livello sufficiente per potersi presentare con forza.
     
  • Marco: va sistematizzata l’esperienza fatta in un documento di sintesi.
     
  • E’ percorribile la strada di presentarsi alle fondazioni bancarie per finanziare il gap temporale da t0 (oggi) a t10 (il progetto comincia a generare revenues)?
     
  • Secondo Alberto è necessaria una forma giuridica adeguata: la più semplice, veloce ed economica è quella della associazione culturale.
     
  • Alberto: le persone pensano a progetti, non a programmi: è con progetti specifici che ci si deve presentare alle amministrazioni locali.  Progetti che stanno “dentro” a CC (ad esempio fare un mega flash-mob alla fabbrica del vapore), ma è difficile “vendere” l’uso di CC.  Usare questa scorciatoia cognitiva.
     
  • In secondo luogo scegliere un tema forte, che è necessario trattare a milano e cominciare da quello: l’immigrazione ad esempio e spezzare così la narrativa dell’immigrato come minaccia alla sicurezza.
     
  • Walter fa il nome di un partner molto interessante per collaborare sui temi ambientali e che ha già relazioni con moltissimi comuni italiani: Achab Group.
     
  • Marco: ribadisce la necessità di crearsi un track record prima di presentarsi.  Ipotizza ancora 6 mesi di lavoro.
     
  • Alberto: un modo per crescere velocemente può essere quello di realizzare una missione ben curata in cui si riesce a coinvolgere almeno 200 persone (basta lavorarci per un mese invece che per una settimana?)
     
  • Asian Lednev: ha chiesto se abbiamo collaborato con NABA.
     
  • Ho raccontato la collaborazione con NABA e in particolare la partecipazione al workshop sulla narrativa urbana con Eyal Fried.
     
  • Inoltre ho riportato i commenti fatti da Stefano Mirti, direttore del settore di design del NABA e socio fondatore di InteractionDesignLab: “non si cambia la città piantando alberi”.  L’approccio attuale di CC rischia di diventare velocemente noioso.  Ci vorrebbe la possibilità di scegliere quale “lato della forza” scegliere (un po’ alla Star Wars) per creare delle forze in tensione.  Quello che dovrebbe fare CC non è di “cambiare le città” (un approccio modernista e superato) ma di “raccontare la città”, con tutte le sue contraddizioni.
     
  • Con Asian ci sentiremo per eventuali nuove collaborazioni (anche lui insegna in NABA!)
     
  • Walter: è importante non fare interventi spot ma riuscire a dare continuità a quelli fatti (ad esempio se si piantano alberi fare in modo che vengano curati successivamente): immaginarsi all’interno del meccanismo di gioco dei presidi temporali della missione.
     
  • Ginevra:il “piano B” di diventare una piattaforma di marketing esperienziale è stato abbandonato?   Se si vuole provare a percorrerlo ci sono 2 strade: collegarsi con agenzie che fanno street marketing e presentarsi come service.  Oppure cercare un’azienda madrina, nike sarebbe perfetta in questo senso.  Chiaro che in questo caso CC diventa il gioco di Nike.  In entrambi i casi Ginevra ha i contatti per consentirci una presentazione.
     
  • Sempre Ginevra: nel caso avesse successo come ci immaginiamo CC fra 5 anni?
     
  • Matteo: nel team di CC siamo in 4 e su questo abbiamo 4 idee che non coincidono del tutto.  Però ci sono 2 elementi su cui siamo tutti d’accordo:  usare lo strumento del gioco e la filosofia di creare cittadini attivi che si riappropriano della città.
     
  • Walter: propone di creare una rete di portali che ci possa sostenere (una cosa tipo “1000 blog per CC”).
     
  • Matteo domanda a quale livello di sviluppo e di maturità dobbiamo arrivare prima di poterci presentare a un interlocutore istituzionale?
     
  • Alberto: racconta l’esperienza di G2 un’associazione di “figli di immigrati” (come si definiscono loro).   Loro hanno cominciato a farsi conoscere con una finestra radiofonica su radio popolare, hanno continuato creandosi una rete di supporto con realtà affini e a quel punto sono stati contattati dal comune.
     
  • Il modo è quello di avere una identità estremamente forte e chiara e presidiare una “casella” specifica della città.    Innanzitutto trovare la propria casella e poi consolidare la propria posizione.   A quel punto sarà il comune che volente o nolente dovrà fare i conti con te per quel tema specifico.    Così è successo per G2, tanto che stanno iniziando a collaborare con il comune di Milano.
     
  • Marco: avere un documento aiuta a fare le scelte necessarie.  Ed ‘ importante la narrativa del progetto!   Raccontare il progetto in stile Obama (il sogno e la concretezza).
     
  • Alberto: propone: documento subito, missione special a gennaio, preselezione dei possibili committenti a dicembre.
     
  • Alberto: noi vogliamo cambiare la città: dove la città è più propensa ad essere cambiata? Dove ne ha più bisogno?  Partire da lì.  Due temi potrebbero essere mobilità e immigrazione.
     
  • Matteo: vale la pena cercare all’interno delle amministrazioni locali ambienti più sensibili?
     
  • Secondo Alberto è giusto giocare la partita là dove c’è il problema (al limite meglio milano piuttosto che cercare amministrazioni all’”emiliana”)
     
  • Marco: importante anche provare a testarsi con un comune esterno per crearsi esperienza.
     
  • Ginevra: perché non provare a contattare l’assessorato alle politiche giovanili del comune di milano?  Rimaniamo fedeli alla nostra mission e proponiamo un gioco con una grande risonanza mediatica.

 

E’ tutto…alla prossima e grazie ancora! 



CriticalCity: tessere la rete delle relazioni

scritto da augustopirovano il 16-10-2008

Subito le due notizie fondamentali:

  1. CriticalCity ha vinto Milano in Progress!!  la maratona delle imprese creative e innovative della città di milano l’abbiamo vinta noi questo weekend con un’arma segreta!  Non c’erano soldi in palio ma un’intervista sul sole24ore…settimana prossima usciamo!
  2. forse abbiamo trovato un parner commerciale interessante…molto interessante!  Dobbiamo firmare un accordo di riservatezza quindi per il momento non penso di poter dire di più (almeno fin quando non capisco cosa è compreso nell’accordo!) 

Ora posso comunciare col post.

Ai primi di settembre ero un po’ depresso…le cose con CC non sembravano girare e ne ho parlato con un mio caro amico.  Il suo punto di vista non era per niente stupido: paradossalmente avevamo lavorato a CC per un anno e mezzo ma non avevamo ancora dedicato una giornata a comunicare il progetto all’esterno.
Avevamo tante paure: che qualcuno potesse rubarci l’idea, che un partner commerciale potesse snaturare l’idea di fondo…  E poi presentare il progetto significava togliere risorse – quelle poche risorse – necessarie a farlo vivere nel frattempo.  Ma il consiglio è stato: non ti preoccupare.  Ora è il momento di cominciare a parlare di CC.  E di farsi sentire.  Questo è quello che importa ora.

E così è stato: nei giorni successivi mi sono fissato un fisso calendario di appuntamenti per presentare CC in tutti i posti possibili…e neanche a dirlo mai idea è stata più azzeccata! 

Dovunque raccontavo la nostra idea – da Bari a Milano! – suscitava grande entusiasmo…un entusiasmo che ha finito per riaccendere anche il nostro e renderci ancora una volta consapevoli che di potenzialità in CC ce ne sono molte!

E allora vi racconto un po’ la rete che abbiamo costruito in questo mese e mezzo.   Questo è quello che è successo dietro alle quinte…e penso che il diario serva a raccontare anche questo.

 

LE PERSONE

  • Walter Giacovelli
    Walter è stato il primo a credere a CriticalCity da Kublai e un sacco di contatti sono nati da lui…una miniera di idee!  grazie Walter! 
     
  • Gioia Tiozzo
    Kublaiana…era super entusiasta del progetto, tanto da prendere un treno da venezia e venire a milano per conoscerci!  E’ stato un incontro molto interessante sono venute fuori idee, critiche e proposte.  E la comunità di CC ha ora un’evangelista nel cuore di Venezia!
     
  • Andrea Minetti
    E’ un free-lance che organizza concerti ed eventi per il comune di Milano…l’abbiamo inseguito quasi per un anno, è più impegnato di Berlusconi!  Ma ne è valsa la pena, appena ha colto le potenzialità del progetto ha cominciato ad aprire la sua agenda dei contatti…
     
  • Jo-Kino
    Kublaiano, con un cuore d’oro!   Ideatore del progetto Kinovan…ci siamo conosciuti al PublicCamp di Bari e subito ci è venuta voglia di fare qualcosa insieme!
    Perchè non provare a realizzare un pod per current.tv in cui raccontare CriticalCity?  Ci siamo messi al lavoro e ci abbiamo provato!  Ora probabilmente non si realizzerà nell’immediato (Current dice che ha già un pod sul guerrilla gardening…CriticalCity è un po’ diverso ma fa niente….).  In ogni caso la storia della collaborazione Kinovan-CriticalCity è solo iniziata!
     
  •   Giorgia Lupi
    lavora ad IDLab, mi ha dato grandi idee e mi ha presentato…
     
  •   Stefano Mirti
    gran capoccia di IDLab  e responsabile del progetto di coinvolgimento della cittadinanza di milano in vista dell’Expo 2015…non male, no?  Appena gli presento il progetto esordisce dicendo di scordarci di tirare mai fuori una lira da un progetto come CC…è destinato a rimanere hobby e volontariato secondo lui.  In compenso ci ha dato critiche e suggerimenti MOLTO importanti oltre a presentarci….
     
  • Eyal Fried
    si firma “Psycho-Designer” (lol… penso che anch’io vorrei poter avere un lavoro con un nome così!) ed è MOLTO in gamba!  Ci ha dato diverse dritte sul game design e sui meccanismi psicologici per creare un gioco che “funzioni”.
    E mi ha invitato in NABA a presentare CC e a terenere un workshop sui giochi urbani…settimana prossima avremo studenti della naba per milano in missione per conto di CriticalCity!
     
  • Proforma
    Società di comunicazione di bari, sono quelli che hanno curato la campagna elettorale di Nichi Vendola…insomma, riuscire a fare eleggere al sud in regione un comunista e pure gay…ne devi sapere! 
    Mi hanno ricontattato dopo il PublicCamp e hanno voluto la presentazione di CC da sottoporre al sindaco di Bari!
     
  • Maria Grazia Mattei
    E’ l’organizzatrice di un sacco di eventi con comune e provincia di Milano…ha curato PangeaDay milano, Milano in Progress, Metrocult…
    Siamo in contatto per organizzare un evento di gioco per la provincia e per Metrocult.
     
  • DJFrank
    Grazie a twitter ci siamo conosciuti e…stava giusto cercando contenuti per la nuova radio di Current e così…ogni mercoledì CriticalCity si racconta in diretta su CurrentRadio dalle 19 alle 21 su live.current.com! 

Poi abbiamo in canna i contatti di 

GLI EVENTI

Metrocult  14 giugno 2008, Milano
Biennale delle buone pratiche e progetti di cultura metropolitana   [Provincia di Milano] 
CriticalCity selezionato fra le 15 proposte per la creazione di una rete fra le associazioni culturali del territorio Milaneseì

PublicCamp  18 settembre 2008, Bari
1° Barcamp dei Comunicatori Pubblici    [Regione Puglia]  
Questo non è andato proprio secondo i nostri programmi visto che c’erano solo dieci persone alle 7 di sera quando dovevo presentare io…ma è stato l’inizio!

DemCamp  3 ottobre 2008, Roma
Barcamp dedicato agli esperimenti di iniziative politiche dal basso, proporre nuovi strumenti di partecipazione politica.
CriticalCity selezionato da repubblica.it come intervento più significativo degli oltre 100 in programa

Milano in Progress 12-13 ottobre 2008, Milano
Maratona delle imprese creative ed innovative milanesi [Comune di Milano, Provincia, Ministero Sviluppo Economico]
CriticalCity selezionato vincitore della due giorni di concorso.

…e a novembre saremo al RomeCamp!

 

Ora la domanda è: avete qualche altro nodo da suggerire per la nostra rete?
A chi secondo voi dobbiamo assolutamente presentare CriticalCity? 



CriticalCity: il piano B

scritto da augustopirovano il 09-10-2008

Abbiamo individuato la prima direzione di sviluppo per CC: l’abbiamo chiamata Riqualificazione Ludica Partecipata.

Ma c’è una seconda strada: fare di CriticalCity una Piattaforma di Marketing Esperienziale.

Con CriticalCity noi facciamo “fare cose” ai nostri giocatori. Si potrebbero proporre – a fianco delle tradizionali missioni “free” – anche missioni (chiaramente identificabili) in cui facciamo vivere esperienze ai giocatori all’interno del brand di aziende sponsor affini al nostro progetto. Non si tratterebbe più per le aziende di sottoporre pubblicità a potenziali “target” passivi, ma avere un canale su cui proporre attività che facciano “vivere” emozioni e situazioni legate al proprio brand.

Una sorta di zooppa.com ma in cui i premi in palio non sono per chi produce l’adv più bello ma a chi ha vissuto e documentato la sfida più avvincente.
Ad esempio, un’azienda di streetwear potrebbe avere come contest temporaneo una sfida all’interno di un’edificio abbandonato. Questo è un viral per la nike, ma non è difficile immaginarsi giocatori che si sfidano in qualcosa di simile:

Altrimenti un altro esempio potrebbe essere questo:

Mi pare che non ci sia ancora niente del genere sul mercato e che potrebbe andare ad intercettare un’esigenza forte. 

Che dite?

E secondo voi, gestite con molta attenzione, sono compatibili le due direzioni?



CriticalCity…la fase 2

scritto da augustopirovano il 01-10-2008

Ieri sera parlavo con Giorgia Lupi di InteractionDesignLab.
Loro si occupano di oggetti e servizi interattivi, architetture e ambienti interni a contenuto tecnologico. Spulciando fra i loro lavori si vede che sono molto vicini ad un progetto come CriticalCity.

Discutendo sono venuti fuori un problema (grosso e che conosciamo) e una soluzione (interessante).
CriticalCity è un progetto che piace. Se si ha qualche minuto per spiegarlo a dovere, in genere piace e genera entusiasmo. Passato l’entusiasmo però uno si fa qualche domanda.
Un gioco di collaborazione urbana è una cosa interessante, ma qual è lo scopo? Ci sono dei premi? Quando finisce il gioco? C’è un obiettivo finale? Con chi si propone di interagire? Con gli enti locali? Con sponsor privati? In che modo?

Facciamo un passo indietro: CriticalCity è già online, è stato testato per 3 mesi da 150 beta tester, ha una staff alle spalle di 4 professionisti in settori eterogenei. E’ un gioco flessibile. Ora chiunque può svolgere qualunque genere di missione, ovunque, quando vuole e senza nessun limite temporale. Forse è un gioco troppo flessibile: rischia di non avere un anima, non avere un’identità.
L’idea che ci sta convincendo sempre di più è di trasformare CriticalCity in una piattaforma di riqualificazione ludica e partecipata della città.

A volte è difficile dare un nome alle cose. Ci sono idee, sensazioni, possibilità vaghe. Ma nel momento in cui trovi le parole giuste afferri quello che stavi inseguendo. Noi pensiamo di averlo trovato.   

Non è solo la definizione a cambiare. Cambia la sostanza. Cambierebbero anche le dinamiche di gioco. Si da una direzione, uno scopo, una identità chiara al progetto e degli interlocutori.

Per capirci. L’idea alla base potrebbe essere questa. Secondo il principio dell’agopuntura urbana, si individuano – in collaborazione con realtà locali – i nodi urbani su cui intervenire. Un numero contenuto (per cominciare 5, massimo 10) di luoghi fisici e ben delimitati della città (una piazza, un quartiere, una via).
Su questi nodi si vanno a “caricare” missioni specifiche. Una quartiere può avere la necessità di essere animato e vissuto: in questo caso possiamo caricare missioni di coinvolgimento collettivo. Flash-mob, o performance di strada. Una piazza invece può avere poche aiuole e mal curate: qui possiamo caricare missioni di stampo ecologico e mobilitare i nostri giocatori indirizzandoli verso quello di cui c’è realmente bisogno in quello specifico angolo del tessuto urbano. Un’altra zona ad alta presenza di stranieri può invece essere animata con missioni di conoscenza ed interazione sociale.

I “nodi urbani” mano a mano si caricano delle missioni svolte dagli utenti e quindi poco alla volta si saturano. Il gioco avviene a squadre e ci immaginiamo che un nodo rimanga “conquistato” dalla squadra che su quel nodo ha svolto la missione migliore. In una sorta di Risiko in cui si ri-conquistano i territori della città. Mano a mano che i nodi si saturano, se ne definiscono di nuovi, estendendo sempre più il raggio d’azione del gioco e del suo effettivo impatto sul territorio.

Originariamente così ci immaginavamo la “fase 2” di CriticalCity. Ora ha anche un nome e una definizione.
Che ne dite?

A questo punto come declinare questa identità, in un solido modello di business?
Ci stiamo ragionando. Ma accettiamo consigli, commenti e proposte!



CriticalCity: si ma cos’è?

scritto da augustopirovano il 23-09-2008

Eccoci!  Inizia qui il racconto di cosa bolle dentro la pentola di CriticalCity.

CriticalCity è un gioco di  collaborazione urbana.   

Cosa significa?  Se ne parlava nel forum del progetto…vari sono gli ambiti possibili di CriticalCity:

La domanda è: è possibile essere tutte queste cose insieme?  E’ possibile perseguire tutti questi obiettivi?  Quali sono le nostre priorità?
Fino a settimana scorsa non era semplice dare una risposta.

Settimana scorsa ho partecipato al PublicCamp, il BarCamp dei comunicatori pubblici.  Cioè non è che fosse proprio un BarCamp (vero Antonella?), e qualunque altra cosa fosse l’organizzazione è stata terribile.  Però è stata un’occasione per ordinare le idee su cosa esattamente è CriticalCity.

Mi sembra di aver messo giù una sistematizzazione abbastanza chiara:

Criticalcity è una community che sfrutta le potenzialità relazionali del virtuale e le mette al servizio del reale con interventi creativi sul territorio.    Per capirci, non è Second Life, anzi…potremmo definirlo come un SecondLife al contrario: dinamiche da social network nelle strade di una vera città.

CriticalCity è innanzitutto un gioco.   Abbiamo scelto lo strumento del gioco per le sue enormi potenzialità di coinvolgimento, perché è una attività naturale e fondamentale dell’uomo…e soprattutto perché siamo convinti che l’impegno civico del cittadino e il suo riappropriarsi della città, deve essere prima di tutto divertente perché possa avere un seguito.

Un gioco che però ha una caratteristica: di avvenire sul territorio. Il territorio è l’elemento centrale, lo si nota appena si entra nel sito, dove si trova subito una mappa come sfondo.  Una mappa della città che mostra il collocamento dei giocatori iscritti ed entro breve anche i luoghi dove sono avvenute le missioni di intervento dei cittadini, le loro “agopunture”, potremmo dire.  L’idea è quella di far percepire la città come un immenso campo di gioco dove il cittadino-giocatore può collaborare e sfidarsi con altri giocatori nel vivere e migliorare la città.

 

In altri termini i due ambiti prioritari che abbiamo scelto sono gioco urbano e social network per la città.  Siamo sulla strada giusta ma credo sia necessario focalizzare ancora meglio il concetto.

Metto online anche la presentazione che ho fatto nell’ambito del PublicCamp.   Chiarisce bene per lo meno la filosofia alla base di CriticalCity.

A domani!

 

Guarda la presentazione

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