CriticalCity – dove siamo oggi
Cari compagni di viaggio, ultimamente la condivisione del nostro progetto qui su Kublai è stata un po’ difficoltosa – e forse un po’ confusionaria ce ne rendiamo conto – ma siamo convinti che le ultime 2 settimane abbiano segnato un punto fondamentale per l’evoluzione di CriticalCity e pensiamo che per spiegarvi dove siamo arrivati valga la pena ripercorrere insieme la storia che ci ha portato qui.
GIUGNO 2008 – si parte!
Dopo quasi un anno e mezzo di sogni, di ragionamenti e di duro lavoro finalmente siamo in grado di mettere online – seppure sotto forma di beta privata – CriticalCity. E’ il momento dell’entusiasmo, quello in cui finalmente si comincia a dare una forma concreta e visibile ad un’idea. Abbiamo molta voglia di testare le potenzialità effettive del progetto e finalmente abbiamo un prototipo operativo per cominciare a farlo. Evviva!
Il sito comincia lentamente a popolarsi di giocatori che iniziano a realizzare le prime missioni sul territorio (wow!), si crea una prima piccolissima community e tutto il nostro tempo è dedicato a sperimentare, scoprire ed analizzare cosa funziona e cosa no.
SETTEMBRE 2008 – cominciamo a presentarci
Ci rendiamo conto che – se vogliamo crescere – diventa imprescindibile cominciare a raccontare in giro quello che stiamo facendo e presentarci a partner di ogni tipo e livello. Una attività fino a quel momento completamente trascurata.
D’altro canto la community comincia ad avere aspettative nei nostri confronti. Vuole cominciare periodicamente ad incontrarsi e fare missioni tutti insieme.
Cerchiamo di lavorare sui 2 livelli: da un lato mettendo in pista un calendario settimanale di missioni collettive, dall’altro cominciando a presentare CriticalCity ovunque si presenti l’occasione. La cosa però ci scappa un po’ di mano e rallenta il ritmo di partecipazione della community.
OTTOBRE 2008 – nel turbine dell’entusiasmo
CriticalCity genera ovunque un grande interesse ed entusiasmo, e ci sono anche le prime comparse sulla stampa e i primi riconoscimenti…Ma paradossalmente qui cominciano le vere difficoltà: cominciamo a renderci conto che il mostro generato è una brutta bestia! Tutti si innamorano del progetto e ognuno ci vede un po’ quello che vuole. “Splendido!…sarebbe perfetto per…” “Dobbiamo assolutamente collaborare…”.
Le potenzialità che noi inizialmente vedevamo in CC si amplificano ma perdono progressivamente un focus preciso, con continue aperture verso nuovi usi, applicazioni e obiettivi spesso in contrapposizione fra loro.
Kublai, YAM, Current, Metrocult, InnovationCircus…ognuno ci tira verso una direzione diversa.
Nel frattempo ci rendiamo conto anche che da soli fatichiamo a gestire ed animare la community…abbiamo bisogno di un partner! Ma quale? La sua scelta influenzerà pesantemente la direzione del progetto.
NOVEMBRE 2008 – un primo bilancio
Chiudiamo virtualmente una prima fase di test del gioco e cominciamo a portarci a casa alcune considerazioni.
Dai primi mesi di vita di CriticalCity abbiamo capito che:
- gioco vs. progetto
CriticalCity-gioco e CriticalCity-progetto non sono la stessa cosa, il gioco si presta a diverse applicazioni (piattaforma di partecipazione ludico-sociale Vs. strumento generatore di ricavi economici), il progetto richiede una coerenza di fondo rispetto ai valori di riferimento - meccanismo di gioco limitato
ci sono dei limiti strutturali nel meccanismo di gioco attuale rispetto alla sua capacità di coinvolgimento dei giocatori - sito poco chiaro
il sito è poco chiaro e difficile da utilizzare - identità confusa
l’identità del progetto è poco chiara, anche per questo finora abbiamo fatto fatica a comunicarla ai nostri giocatori - community staff
è importante prevedere delle risorse specifiche per gestire ed animare la community - comunicazione poco efficace
Abbiamo bisogno di strategie di crescita efficaci rispetto ai nostri obiettivi - risorse limitate
Le risorse che abbiamo scarseggiano rispetto alle esigenze del progetto - quale obiettivo?
Ci sono pochi incentivi e manca un obiettivo finale (sia a livello di gioco che a livello + ampio di progetto) che siano in grado di motivare alla partecipazione. - il divertimento da solo non basta
Comincia anche a porsi urgentemente il problema delle fonti di finanziamento. A settembre ci siamo dati una deadline: entro fine dicembre dobbiamo avere le idee chiare sulla direzione del progetto e dobbiamo aver trovato le prime fonti di finanziamento per il 2009.
Cominciamo quindi ad indagare su quali potrebbero essere le direzioni “profit“ di sviluppo e su quanto sarebbero effettivamente in grado di generare i ricavi necessari per mantenere in vita il progetto.
Da questa fase nasce il progetto postato in Kublai.
FINE NOVEMBRE 2008 – bisogna scegliere!
La prima stesura del documento di progetto – per quanto pesantemente influenzata dal momento in cui è stato scritto – è stata una prima occasione per andare in profondità delle cose e per cominciare a rispondere ad una serie di domande:
Cos’è per noi CriticalCity in termini di progetto (a prescindere dal gioco)?
CriticalCity è una piattaforma di riqualificazione ludica e partecipata.
CriticalCity parte dalle reti esistenti (e invisibili) di cittadini e attivisti e moltiplica il loro impatto sull’ambiente urbano proponendo una serie di progetti creativi per il territorio – cosa fare – le indicazioni sui nodi urbani che richiedono un intervento – dove agire – e un ambiente competitivo e ludico in grado di spingere all’azione – perchè agire.
CriticalCity è un progetto in grado di generare ricavi?
Sì. Ma in via residuale, ad alcuni patti e non possiamo certo considerarla la vocazione primaria del progetto.
Da tutto questo consegue una riscoperta del progetto nella sua vocazione originaria: CriticalCity merita di essere sviluppato in coerenza rispetto ai valori che l’hanno fatto nascere.
Ma a questo punto per condurre in porto il progetto e farlo sviluppare coerentemente è indispensabile focalizzare l’attenzione su degli obiettivi precisi.
Cosa ci aspettiamo che CC possa fare per le città? Quali obiettivi misurabili?
DICEMBRE 2008 – ricominciamo a progettare
Una cosa l’abbiamo capita: dobbiamo fare un salto di qualità anche in termini di ambizioni. Quindi non solo gioco ma contributo reale a cambiare qualcosa – anche piccolo ma specifico! – delle nostre città e lasciare un segno tangibile. L’efficacia della nostra azione futura necessita di una progettazione più profonda.
Il gioco da solo non crea aggregazione tanto quanto la condivisione dei valori alla base del desiderio di cambiamento.
Da un lato abbiamo lo strumento del gioco – generatore di opportunità di cambiamento – dall’altro abbiamo le città e i loro bisogni (che forse non conosciamo così a fondo)
In cosa le città sono più sensibili al cambiamento? Cosa è possibile cambiare attraverso il gioco?
Ed eccoci qui, arrivati all’oggi. Non con le risposte che ci aspettavamo, ma almeno con le domande giuste.
In questo viaggio Kublai è stato di importanza fondamentale, stimolandoci continuamente con domande, suggerimenti, osservazioni, carote… e anche bastoni quando necessario!
E allora appuntamento qui prima della fine dell’anno con il nuovo documento di progetto.



